Grissin Bon, razza padrona
Senza Kaukenas e Gentile, il team reggiano annienta l’Enel e mette il settimo sigillo
BRINDISI. Il “mezzogiorno di fuoco” va alla Grissin Bon che strapazza l'Enel 53-79 in una partita mai in discussione dal primo all'ultimo minuto. Solida, concreta e a tratti anche spettacolare, la squadra reggiana chiude con quattro uomini in doppia cifra (Aradori, Polonara, Della Valle e Silins), con il 50% complessivo dal campo e 15 assist contro cinque. Oltre ai numeri, una prova di grande carattere, 25 giorni dopo la sconfitta subita al pala Pentassuglia in Eurocup. Che sia una squadra totalmente diversa rispetto a quella partita lo si vede da subito. Senza Stefano Gentile e Kaukenas, coach Menetti riparte con De Nicolao in un quintetto composto da quattro italiani.
L'Enel recupera Reynolds e Scott, ma inizialmente si affida a Cournooh e Cardillo. Il pronti via è tutto di marca biancorossa. Quattro liberi di Della Valle, altrettanti punti di Aradori e la schiacciata di Vereemenko lanciano la Grissin Bon 3-10. Complice anche la quinta palla persa di fila, Bucchi è costretto a chiamare time out, ma dalla sospensione la testa dei brindisini è ancora negli spogliatoi. Polonara da tre e ancora Aradori, con un bell'assist in back door di Lavrinovic, siglano l'8-17 con un'altra palla persa dell'Enel. Reynolds ritorna in campo dopo quasi un mese e mezzo in campionato, accolto a metà tra applausi e qualche fischio e trova subito una tripla che ridà fiato ai padroni di casa: 11-17. Polonara ancora da oltre l'arco e due liberi di Lavrinovic chiudono il primo quarto sul 13-22, con Strautins che sbaglia i liberi del +13. Durante la prima pausa, i tifosi di casa chiedono a gran voce che fine abbia fatto il nuovo palasport. Se ne parla da quasi due anni, ma i progetti restano al palo. Musica già sentita anche a Reggio… Nemmeno il tempo di arrotolare lo striscione "pro palazzetto" che la Grissin Bon riprende la sua marcia trionfale. Lavrinovic in svitamento, De Nicolao in appoggio e Strautins da tre punti dilatano il vantaggio fino al 17-29. Gagic, in serata no come il resto dei lunghi brindisini, commette il suo terzo fallo e Bucchi chiama time out. Ci si immagina un’inerzia diversa ed in effetti un paio di invenzioni di Reynolds, quattro punti di Kadji, che per due volte non converte il gioco da tre punti sbagliando il libero aggiuntivo, e due punti facili di Harris riportano Brindisi al 25-31. Il pubblico di casa si infiamma, Menetti vuole parlarci su e con la sua tranquillità disegna nuovi giochi per favorire spaziature per gli esterni. Detto, fatto: 7-0 di parziale e nuovamente avanti Reggio 25-38. Un appoggio di Zerini chiude il primo tempo 27-38.
Brindisi rimane negli spogliatoi per quasi tutti i quindici minuti dell'intervallo e immaginiamo che Bucchi cerchi di dare una strigliata “vigorosa” ai suoi ragazzi, come avvenuto in altre partite. I pochi ma validi tifosi reggiani cantano e si divertono. E lo fanno ancora di più al rientro delle squadre in campo. Della Valle, Aradori e Polonara segnano da tutte le parti e costringono Zerini a tre falli in fila (il capitano di Brindisi uscirà per raggiunto limite già al terzo quarto). Al 25esimo è 31-44, poi Silins trova due triple all'interno di una partita perfetta, 11 punti finali e 4/4 dal campo, e la Grissin Bon vola sul 35-50. Brindisi ruota quasi tutti gli effettivi, ma non trova soluzioni e alla fine del terzo quarto un libero di Aradori e un altro di Lavrinovic fissano il punteggio sul 38-54. Brindisi, uno dei migliori attacchi del campionato, ha le polveri bagnate anche nell'ultimo mini tempino aperto da un'altra tripla di Silins, che quando gioca a Brindisi ha sempre la mano caldissima. Strautins e Aradori segnano con facilità e il pubblico di casa si spazientisce. La curva prova a incitare, dal resto delle tribune piovono fischi. Il canestro e libero aggiuntivo di Polonara siglano il massimo vantaggio sul 42-67, ancora più ampio quando Aradori trova un'altra tripla (Reggio chiuderà con i 43% dai 6.75) e Pechachek schiaccia per il 45-74. Siamo in pieno "garbage time". Reynolds trova il tempo di un paio di lampi degni della sua classe e Pechachek si diverte ancora a schiacciare nel canestro avversario. C'è gloria per tutti, anche per il giovane Bonacini che vede il campo per quasi 2’. Reggio vince 53-79 tra gli applausi, mantiene la vetta e incamera il settimo risultato utile consecutivo.
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