La Maratona di Reggio una grande festa di sport per campioni e famiglie
Il marocchino Jaoud Zain si aggiudica la vittoria come nel 2012 Catherine Bertone domina nelle donne e batte il primato del 2007
REGGIO EMILIA. Non uno, ma due record. Degli iscritti già si sapeva alla vigilia (ma la quota è salita da 3200 a 3400 con i last minute del sabato), il nuovo primato della gara femminile è invece un gentile omaggio, della valdostana Catherine Bertone, alla 20esima edizione della Maratona Internazionale di Reggio Emilia-Trofeo Parmigiano Reggiano. Ma alla fine vincono un po' tutti: il marocchino Jaoud Zain nella gara maschile (2h16'56), che porta a 9 le vittorie del Marocco nell'albo d'oro, Catherine Bertone in quella femminile, come detto col nuovo primato, 2h34'54 (il precedente, il 2h35'28 di Stefania Benedetti, resisteva dal 2007), i “visionari” organizzatori della Tricolore Sport Marathon e tutti i podisti che potranno dire “io c'ero”, approfittando di una domenica tutto sommato clemente dal punto di vista meteo, soprattutto in virtù dell'allarme nebbia per fortuna rientrato dopo un sabato a dir poco allarmante.
Alle 9 lo start da Corso Garibaldi, con tanto di bandierone Tricolore e inno nazionale eseguito dalla Fanfara dei Bersaglieri di Scandiano. In prima fila il campione olimpico di Seul '88, Gelindo Bordin, al via per una sgambata di qualche chilometro. Poi la gara, raccontata al pubblico dagli speaker Roberto Brighenti e Michele Marescalchi. Dopo la partenza e prima dell'arrivo la Coop Run for charity, non competitiva di 4,2 km in pieno centro storico a scopo benefico (il ricavato a 6 onlus) con 300 partecipanti, e tante storie da raccontare, come quelle di Simone, Giulia e Luana su tre carrozzine Jolette, trainate da 100 amici del Gast Onlus - tra i quali l'ex calciatore professionista Fabio Caselli - a darsi staffetta.
Sul fronte competitivo un monologo la gara femminile, una battaglia quella maschile tra Jaouad Zain e la "lepre" ruandese Jean Baptiste Simukeka, che una volta assolto il compito di tirare il gruppo alla mezza (passaggio a 1h09'04) decide di proseguire e tentare il colpo, che sfuma col decisivo allungo di Jaouad Zain attorno al chilometro 36. Per l'atleta marocchino seconda vittoria a Reggio, dopo quella del 2012: «Puntavo al primo posto anche nel 2015 e così è stato, questa è sempre una bella gara», il commento a caldo. Terzo e primo italiano un applauditissimo Giovanni Gualdi, per lunghi tratti incollato ai primi due.
Senza storia invece la fuga per la vittoria di Catherine Bertone, campionessa italiana di maratona in carica, che porta così a 16 le vittorie azzurre nell'albo d'oro reggiano: «Ma una gara come la maratona non è mai scontata - le parole della neo primatista - Gara muscolare, percorso molto bello». A completare il podio le due croate Marija Vraic e Nikolina Sustic.
A seguire lo schieramento della autorità, civili e militari, per le premiazioni ufficiali dei top runner, con tanto di foto e interviste di rito.
Primo reggiano un bravissimo Emanuele Piancentini dello Sportinsieme Castellarano.
LA GARA. Il passaggio al 10 km. tra Villa Levi di Coviolo e San Rigo in 32'37" vede al comando un drappello di sei uomini Simuneka , Gualdi, Nasef, Zain, Hajjy e Abdel Kabbouri, primo reggiano Villa (19° in 36'44") . In campo femminile Catherine Bertone transita in 36'44".
A 15° Km. in direzione Montecavolo dove ci sarà il giro di boa il cronometro si ferma sul 49'06", restano in 5 al comando in quanto Abdelekrim Kabbouri si stacca ed accusa 30" di ritardo, alle spalle gli inseguitori sembrano perdere terreno ed il primo di loro passa ad 1'37" dai primi, il favorito della vigilia Lahcen Mokraji "viaggia" a 1'49" dal drappello che comanda la gara.
Catherine Bertone mantiene le promesse della vigilia passa prima in 55'24’’. Tra i reggiani bene Villa, Piacentini, Rivi e Domenichini che mantengono un buon passo gara.
Ai 21 Km. di mezza maratona è sempre Jean Baptiste Simukeka a guidare le danze fermando il crono a 1h09'04. La Bertone transita in 1h17'53" in compagnia di Lorenzo Villa e Claudio Costi mentre tra i primi venti figura anche il carpinetano Enrico Rivi.
Ci si avvia verso la parte di gara che di solito da una giusta proiezione sull'esito finale, attaccano il marocchino Jouad Zian ed il ruandese Jeam Baptiste Simukeka (vincitore in stagione della Corta Dobbiaco Run) che passano appaiati al 30 Km. in 1h38'03" seguiti a 11" da Hajjy ed a 20" dalla coppia italiana Gualdi- Nasef, tra questi si presume quindi uscirà il vincitore della 20esima edizione di questa maratona dei record.
Nell'ultimo tratto arriva l'attacco decisivo di Jaouad Zain che approfitta di un calo dell'africano Simukeka per giungere con 18" di vantaggio sull'affollato rettilineo d'arrivo di Corso Garibaldi .
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