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Mussini star con St.John’s contro Syracuse: «Un sogno giocare al Madison»

di Andrea Montanari
Mussini star con St.John’s contro Syracuse: «Un sogno giocare al Madison»

Intervista al play reggiano protagonista con 17 punti segnati, nel tempio del basket di New York, del successo della sua squadra nel campionato americano Ncaa

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REGGIO EMILIA. Le mani ben salde sul pallone e le braccia larghe a difenderlo. Lo sguardo sicuro con gli occhi che trasmettono tutta la sua determinazione. Così appariva Federico Mussini sul cartellone pubblicitario situato domenica all’ingresso del Madison Square Garden di New York. L’evento era la partita St. John’s University-Syracuse e per il talento reggiano non era solo una gara, ma la realizzazione di un sogno. Nell’arena in cui ha sempre desiderato giocare, davanti a 13.473 persone, ha realizzato 17 punti (5/7 dalla lunga distanza) con 3 assist e ha trascinato i Red Storm a una vittoria storica per l’ateneo.

Video: gli highlights del match

Highlights: St. John's 84, Syracuse 72 (Dec. 13, 2015)

A spirited St. John's effort electrified Madison Square Garden on Sunday as the Red Storm downed long-time rival Syracuse (7-3) in the 90th edition of the storied college basketball series. Federico Mussini led five St. John's double-figure scorers, posting 17 points with five 3-pointers as the Red Storm won its third-straight game before 13,473 fans at MSG and improved to 6-0 at home this season.

Posted by St. John's Red Storm on Domenica 13 dicembre 2015

Dagli spogliatoi della Cassala al locker room della mecca del basket. Quali sono state le emozioni prima della palla a due?

«Quando ero nel tunnel d’ingresso e ho visto l’arena più famosa al mondo piena di persone, sono rimasto senza parole. È una sensazione che non tutti possono provare nella vita e mi sento fortunato ad averla vissuta. Ho giocato già due settimana fa al Madison Square Garden, ma l’affluenza di pubblico non era stata così forte. Syracuse è undicesima nel ranking NCAA e ha una rivalità storica con St. John’s, proprio per questo c’era un grandissimo interesse per questo match. L’atmosfera era davvero indescrivibile».

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In campo come’ è andata?

«Eravamo molto carichi e l’ambiente era incredibile. La squadra ha avuto un’ottima serata al tiro e anche io ho trovato conclusioni molto importanti dalla lunga distanza. Il tiro da tre sta diventando la mia arma, ma cerco di applicarmi al meglio in tutte le situazioni di gioco».

Lei è l’unico giocatore al primo anno ad essere miglior realizzatore della propria squadra nella Big East Division e si sta dimostrando un grande trascinatore per la sua squadra. Se lo aspettava un impatto così forte?

«No, assolutamente, ha sorpreso anche me. Sono entrato da poco nei meccanismi del basket americano, ma ho raggiunto già buoni risultati. Quello che devo fare ora è dare costanza a tutto ciò. Questo potrò realizzarlo solo lavorando come ho fatto fino ad ora. Dal punto di vista fisico mi sento molto più robusto e adeguato a questo stile di gioco e ai contatti che ci sono, ma c’è ancora molto da fare. La maggior parte del lavoro sul mio corpo l’ho svolta in preseason e la continuerò al termine delle partite, ora si gioca molto spesso e non ci sono le energie per dedicarsi alla parte atletica in modo intenso. Il discorso tecnico è diretto da Chris Mullin ed è un onore giocare per lui. Sentire un complimento, anche un semplice “bravo”, detto da lui, è un’ iniezione di fiducia unica».

Fuori dal campo come va?

«Sono soddisfatto di come sto vivendo questo cambiamento nella mia vita. Fortunatamente a Reggio ho frequentato il liceo Moro che è un’ ottima scuola e questo fa sì che qui non mi trovi in difficoltà con lo studio. Ora stiamo entrando nel vivo della stagione e perciò la maggior parte del tempo la spendo in palestra».

Continua a seguire la Grissin Bon?

«Certo, continuo a tifare per Reggio Emilia. Non vedo le partite a causa del fuso orario, ma questo non impedisce di essere informato. Sono felicissimo della vittoria con Milano che, come sempre, si presenta come la squadra da battere».

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