VEZZANI coraggioso e fortunato: era al debutto agli italiani
Liam, com’è stata l’esperienza ai campionati italiani? «Già dalla mattina, appena dopo il sorteggio, avevo capito che il mio cammino sarebbe stato difficile, con avversari molto validi da affrontare....
Liam, com’è stata l’esperienza ai campionati italiani?
«Già dalla mattina, appena dopo il sorteggio, avevo capito che il mio cammino sarebbe stato difficile, con avversari molto validi da affrontare. Insieme all’allenatore li ho studiati e, sfida dopo sfida, sono arrivato alla finale, dove mi attendeva un avversario molto più forte di me. La soddisfazione è stata grande, perché si trattava della mia prima partecipazione a un campionato italiano. E il fatto di essere al debutto per me è stato un vantaggio e non un peso: sapevo di non avere nulla da perdere».
Com’è riuscito a vincere?
«Ho continuato a punzecchiarlo costantemente, nel primo round sono andato bene ma ero sotto con il punteggio. Poi nel secondo ho vinto e il pubblico ha iniziato a sostenermi, e anch’io ho iniziato a credere maggiormente nei miei mezzi. Nel terzo, infine, si è deciso tutto sul filo di lana: a sette secondi dalla fine ero sotto, ma sono riuscito a sferrargli un calcio in faccia che mi ha permesso di sopravanzarlo di due punti e vincere. Ci vogliono fortuna e coraggio».
Come si è avvicinato al taekwondo?
«Ho iniziato in prima superiore. A quei tempi facevo anche calcio, ma a partire dalla seconda l’ho abbandonato e ho fatto solo taekwondo. Oggi è diventato una parte importante della mia vita: mi alleno un’ora e mezzo ogni giorno».
Vorrebbe fare il professionista “da grande”?
«Non so cosa aspettarmi, per ora: non mi sbilancio».
Oltre allo sport, quali sono i suoi interessi?
«Frequento il liceo scientifico Ariosto-Spallanzani e non è facile conciliare gli studi con l’attività sportiva. Nel poco tempo libero che mi rimane a disposizione dopo la scuola e lo sport mi piace stare con gli amici e con la mia ragazza».
Consiglierebbe a un giovane di praticare taekwondo?
«Sì, perché è uno sport che può dare molto. E poi, parlo per esperienza personale, basta poco per invertire la rotta. Anche in una giornata in cui tutto sembra andare storto, in gara basta un attimo per vedere la fortuna “girare”. L’aspetto mentale è fondamentale: si impara a non perdere la testa e a non mollare mai». (a.v.)
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