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Grissin Bon, amaro terzo posto

di Linda Pigozzi
Grissin Bon, amaro terzo posto

I biancorossi s’arrendono al Gran Canaria e si vedono sfuggire il primato del girone

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REGGIO EMILIA. Terza. Solo terza. La Grissin Bon s’arrende al Gran Canaria, squadra di sostanza, e chiude il girone d’Eurocup al terzo posto. Sfugge quindi quello che sarebbe stato uno storico primato, nell’ultima notte di coppa del 2015 del Bigi, ai reggiani che a partire dal 5-6 gennaio prossimo se la dovranno certamente vedere con i turchi del Trabzonspor, l’altra italiana Trento e fra Pinar Karsiyaka Izmir o Stelmet Zielona Gora, in predicato di uscire dall’Euroleague.

Senza il capitano Kaukenas e con il rientrante Gentile tutt’altro che al top della condozione, le rotazioni degli esterni sono ridotte ai minimi termini e l’affanno, Reggio, lo paga nel finale.

Due-battute-due e si capisce che Gran Canaria vuole vittoria e primato. Imprimono subito un gran ritmo, gli spagnoli di Garcia Renenes, uno - va detto - che sa cosa vuol dir vincere. Reggio non si nasconde: corre e lotta su ogni palla, adattandosi benone ai ritmi alti impressi alla gara dagli avversari. Lo sprint vincente i biancorossi lo trovano solo dopo 5' di equilibrio, grazie a Della Valle che mette la zampata per il 13-9. Due buone difese reggiane e quindi il centro di Aradori spingono al 15 a 9. La risposta spagnola arriva dall’arco con Oliver, ma il nuovo, violento, ruggito di Aradori e quindi il canestro di Lavrinovic portano il massimo vantaggio di 8 punti (21-13) quanto non manca che 1’ al primo gong. Gran Canaria trova ossigeno dal solo Oliver, letale da tre, per l’ultimo acuto del quarto che si chiude sul 22-16.

Con il guru Garcia Renenes che attinge tanto alla panchina, Menetti sceglie di giocarsela a inizio secondo quarto con un quintetto fisicamente tosto, regalando spazio anche al 17enne Strautins. Si continua a viaggiare a ritmi elevati e Reggio riesce a tenere la testa della gara, nonostante i ripetuti flop dall’arco. Alla metà del quarto, il coach ospite torna a puntare sul regista tutto talento Pangos che, oltre a gestire bene i giochi, infila anche il canestro del -4 (26-22). Si fanno sempre più aggressivi gli spagnoli, fermati dalle mani della coppia di lunghi Veremeenko-Lavrinovic, scelta solitamente azzeccata in Europa.

Paga anche la mossa di insistere sul difensore Silins per zittire le ali spagnole. All’intervallo, dopo che gli ospiti s’erano avvicinati anche a -3, il tabellone luminoso dice 35-30, nonostante il pianto senza fine dai 6.75 (0/10) per i biancorossi.

Per vedere entrare la prima bomba reggiana del match bisogna attendere il 1’ della ripresa, con Aradori che va segno e poi si concede pure il bis, fissando così il punteggio sul +9 (43-34).

Protesta poi Veremeenko per un intervento non proprio delicato degli spagnoli e viene immediatamente zittito con un tecnico. Il libero che ne segue, oltre ai centri di Salin e Baez, riportano in corsa l’ostinato Gran Canaria che tocca il -3 con il canestro dell’ala dominicana. Reggio ha però sbloccato l’opzione “tiro pesante” e De Nicolao infila la tripla del 48-40 al 4’. Preme il piede sull'acceleratore, l'Herbalife che fulmina i reggiani con un 6 a 0. Sul -2, svirgola fuori il tiro da tre del baby Strautins, e sul ribaltamento di fronte Salin punisce senza pietà dal perimetro.

E' il sorpasso (48-49) che costringe Menetti a fermare il tempo per un minuto. Lavrinovic, da sotto, fa di nuovo respirare il Bigi, ma di là Salin è implacabile e tiene i suoi avanti (50-51 con 2'30" del terzo quarto ancora da giocare). La difesa di Gran Canaria continua a mettere i bastoni fra le ruote all'attacco reggiano, mentre coach Menetti insiste ancora con i due lungoni in campo. Sono di Aradori i liberi che portano al 56 pari che chiude il terzo periodo.

Aumentata l’intensità a mille, gli spagnoli si prendono tre punti di vantaggio, nonostante la mossa di mettere Silins a guardia del talento Pangos. Della Valle riduce il gap a un solo punticino (58-59) poi il punteggio finisce in ghiaccio, complice le efficaci difese, fino al 4’ quando, con Reggio che sta spegnendosi, Newley si regala il 58-61.

Ha perso smalto, la Grissin Bon, è evidente. Gli ultimi 3’ si aprono con il canestro di Omic che gela il Bigi. D’esperienza Lavrinovic si conquista 30” più tardi il gioco da tre del nuovo -1 reggiano (65-66). Dopo l'appoggio di Omic, scaturito dalla persa di uno spompo De Nicolao, è ancora Lavrinovic a tenere accese le speranze biancorosse. Dura però poco l’illusione. Perché gli spagnoli hanno più benzina e pure più lucidità, tanto da arrivare a non sbagliare i liberi alla lotteria finale.

E’ persa, la prima in casa da mesi a questa parte. E con la gara muore pure il sogno del primato del girone.

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