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Rolo-Bagnolese, il derby non smette di far discutere

Rolo-Bagnolese, il derby non smette di far discutere

ROLO. Il derby tra Rolo e Bagnolese, che da due stagioni di fila conclude il girone di andata dell'Eccellenza, non è mai banale. L'anno scorso i biancazzurri strapparono proprio allo scadere il...

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ROLO. Il derby tra Rolo e Bagnolese, che da due stagioni di fila conclude il girone di andata dell'Eccellenza, non è mai banale. L'anno scorso i biancazzurri strapparono proprio allo scadere il titolo di campioni d'inverno ai rossoblù, con il presidente Aniceto Caffari che se la prese per l'esultanza oltre misura dell'allora mister del Rolo, ed ex Bagnolese, Guido Battilani. Anche domenica scorsa non sono mancate le emozioni: un derby dominato dai locali, ma con gli ospiti raggiunti a recupero già finito, su un corner che non c'era e dopo un rigore non dato a Luca Ferrari. E poi anche un parapiglia post-derby davanti agli spogliatoi, con due tifosi che si sono spintonati e dati delle manate in faccia.

Qui Rolo. «Abbiamo assistito a due modi diversi di intendere il calcio - ha commentato a bocce ferme l’allenatore del Rolo Pietro Ferraboschi - che per me deve essere sempre propositivo e d'attacco. La Bagnolese ha fatto il contrario, pensando solo a difendersi e cercando di non prendere gol. Abbiamo creato tantissimo, mostrando che in campo siamo messi bene ed abbiamo le idee chiare su quello che dobbiamo fare. La prestazione c'è stata e quindi non possiamo parlare di passo falso, ma come al solito concretizziamo poco. La Bagnolese ha avuto solo un'occasione, e ha fatto un bel gol. Il calcio è questo, ma loro sono una buona squadra».

Qui Bagnolo. «Siamo usciti con un pareggio da un campo difficile per chiunque e tradizionalmente ostico per la Bagnolese - sottolinea il vice allenatore Niccolò Catuzzi - dove abbiamo affrontato, come sapevamo, un Rolo molto tosto. Siamo soddisfatti per il punto, preso contro una big subito dopo aver battuto la Fidentina. Non ci aggrappiamo agli episodi, ma il rigore su Luca Ferrari poteva starci. Al tempo stesso però pensavo che a quel punto calciasse in porta, e speravo la spaccasse. Vissuta dalla panchina ho avuto sensazioni positive, in campo capisco che la si viva diversamente e che la rabbia per come è arrivato il pareggio sia maggiore».(l.c.)

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