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Il grande ex Gregucci: «Reggiana nella mia storia»

di Jacopo Della Porta
Il grande ex Gregucci: «Reggiana nella mia storia»

Il mister dell'Alessandria torna nella città dove ha giocato ed esordito come allenatore. «Qui sono cresciuto con gente come Ancelotti e Lucescu»

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REGGIO EMILIA. «La Reggiana è stata il crocevia della mia carriera, di calciatore e di allenatore. A Reggio torna appena posso perché ho tanti amici». Quello di Angelo Gregucci è un amore, corrisposto, per la nostra città. Domenica l'ex difensore centrale granata dal 1994 al 1998, tornerà al Città del Tricolore da allenatore del lanciatissimo Alessandria. I tifosi, che lo ricordano come il gladiatore che nel derby vittorioso contro il Bologna giocò con una benda insanguinata sulla testa, dopo un brutto colpo ricevuto, lo applaudiranno anche da rivale. L'Alessandria è la squadra del momento, non solo perché è capolista nel girone A della Lega Pro, ma soprattutto perché ha sconfitto il Genoa e ha portato i grigi nei quarti di Coppa Italia. Da giorni il cellulare di Gregucci squilla ogni istante e a chiamarlo sono soprattutto le radio legate alla Lazio, dove il mister ha giocato a lungo.

Arrivate a Reggio sulle ali dell'entusiasmo…

«Siamo in un momento positivo. Stiamo facendo tutto molto bene. Il mio ruolo in questo momento è però quello di tenere un profilo basso e tenere tutti con i piedi per terra».

La Reggiana invece ha vissuto una fase difficile, dalla quale è uscita solo a Bergamo.

«La Reggiana è un'ottima squadra, coriacea, solida e sarà sicuramente protagonista quest'anno. Con il Cittadella ha perso, ma ha fatto una bella prova».

Che gara si aspetta domenica?

«Spero una bella gara, combattuta fino alla fine e molto corretta».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.12641016:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12641016:1649482785/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Parliamo del suo rapporto con Reggio.

«In questa città sono cresciuto come uomo e come professionista. Da voi ho incontrato gente come Ancelotti e Lucescu. Ho vissuto la Reggio del basket, della pallavolo, della Reggiana in seria A. Una città dove si viveva bene, con una grande etica sportiva. Non mancano mai di tornare perché ho tanti amici e ricordi».

Poi ha iniziato a Reggio anche la sua carriera da allenatore…

«Sì, prima come vice, poi come allenatore un po' carbonaro perché non avevo il patentino».

Tutto ripetono che questo girone è molto difficile...

«Qui abbiamo squadre che vogliono fare cose importante Squadre nobili come Cremona, Padova, Pavia, Alessandria. Squadre ambiziose come Bassano, Cittadella, Feralpisalò. E’ davvero dura, perché tutte puntano a stare in alto. E tra loro c’è sicuramente anche la Reggiana».

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