Si sblocca Savi ma il Lentigione non riesce a battere l’Imolese
LENTIGIONE. Nella partita fra Lentigione e Imolese ci sono due decisioni che hanno lasciato molti dubbi: il rigore concesso e la non espulsione di un giocatore. Per il resto l’Imolese ha giocato...
LENTIGIONE. Nella partita fra Lentigione e Imolese ci sono due decisioni che hanno lasciato molti dubbi: il rigore concesso e la non espulsione di un giocatore. Per il resto l’Imolese ha giocato meglio in determinati momenti della partita, ha colpito una traversa con Valim a inizio gara, ha avuto diverse occasioni con Ferretti ma se non le avessero concesso il rigore sullo stesso Ferretti sarebbe lì a rosicchiarsi le unghie per aver perso. Dall’altra parte, i padroni di casa hanno giocato altrettanto bene, a tratti meglio dell’Imolese a tratti peggio.
Hanno creato, realizzato con un gran gol di Filippo Savi, lambito il palo in un paio di occasioni e trovato un difensore sulla riga nella “punizione dal corner” sempre di Savi.
Ma cosa sarebbe accaduto se a metà della ripersa il direttore di gara avesse estratto il secondo cartellino nei confronti di Zagaglioni per il fallo commesso su Mezgour? L’Imolese in dieci sarebbe stata capace di fermare la voglia di vittoria dei padroni di casa? Forse sì o forse no, ma alla fine è il Lentigione a rosicchiarsi le unghie per non aver vinto.
Filippo Savi. Prima rete stagionale per il centrocampista del Lentigione che dopo diversi tentativi è riuscito a mandare al sfera in rete. Ci è andato vicino parecchie volte ma solo contro l’Imolese, nell’ultima partita di andata c’è riuscito. Nel secondo dei tre minuti di recupero nel primo tempo, Savi si incarica di calciare una punizione dalla sinistra: il portiere para senza trattenere e la sfera arriva a Mezgour. L’attaccante locale s’infila in area e tira, la difesa respinge sui piedi di Savi che, con un tiro da fuori area, mette in rete. Che dire se non... “chapeux!”.
Nella ripresa ci riprova e al 20’ tenta il colpaccio dalla bandierina alla sinistra del portiere. La palla prende l’angolazione giusta, il portiere non riesce a prenderla ma sulla riga c’è Serra che respinge. Poco più tardi, al 31’, Savi ci prova su punizione ma la sfera fa barba e baffi al palo.
Il rigore. Il cronometro segna il 19’ della ripresa quando Selleri si sistema la palla per calciare il corner dalla sinistra verso il centro area. Nel rettangolo realizzativo il solito caos di giocatori che si abbracciano e allargano le braccia per ostacolare l’avversario. Selleri calcia e la palla sta facendo la curva a scendere quando l’arbitro fischia e, fra lo stupore generale, indica il dischetto del rigore. Perché? Perché Addona ha cinturato o abbracciato Ferretti che è caduto in area. “Rigore è quando arbitro fischia” diceva Boskov, ma quando è generoso è sempre generoso tant’è che Addona non viene neppure ammonito. Dagli undici metri è lo specialista Selleri che mette a mezz’altezza, imprendibile per chiunque.
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