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«Sogno una Reggiana come quella dell’81»

di Jacopo Della Porta
«Sogno una Reggiana come quella dell’81»

Il vicepresidente Sisto Fontanili: «In quella stagione mister Fogli conquistò la serie B con un grande girone di ritorno»

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REGGIO EMILIA. «Vorrei che questa Reggiana fosse come quella di Romano Fogli della stagione 1980-1981. Facemmo un grande girone di ritorno, anche grazie a qualche innesto in corsa, e tornammo in serie B dopo cinque anni grazie a una inarrestabile cavalcata. Nell’ultima partita al Mirabello contro la Triestina c'erano 18mila persone, stipate come sardine». E’ questo l’augurio di un tifoso speciale, il vicepresidente della Reggiana Sisto Fontanili, che da tre anni è tornato ad occupare ruoli dirigenziali.

In quella Reggiana lei c’era...

«Era la Reggiana dell’amministratore unico Franco Vacondio e dei giocatori Zandoli, Matteoli, Corradini, Galasso, Bencini. Io ero il tuttofare, oggi si direbbe team manager».

Torniamo alla squadra di oggi, come valuta questa prima fase di campionato?

«Il mio giudizio è positivo. Credo ci manchino però tre punti. Abbiamo lasciato un punto a Cittadella, dove abbiamo fatto un grande secondo tempo, e due punti domenica al Città del Tricolore con l'Alessandria. Con quei due risultati saremmo in zona playoff e vicini alla vetta. Ma possiamo sempre ripetere la stagione dell'80-'81».

La città come risponde al vostro progetto?

«Benissimo. Il pubblico è tornato allo stadio. Sono stati fatti tanti abbonamenti. I tifosi sostengono la squadra per 90 minuti. E' stata recuperata la passione e non è poco. Devo dire che è un percorso iniziato già l’anno scorso. La Reggiana è tornata nel cuore della città, anche grazie ad iniziative come lo store, la festa del settore giovanile e il progetto al Mirabello dell'Accademia».

La società sta coinvolgendo anche molti sponsor…

«Sfido qualsiasi società di Lega Pro ad averne tanti come la Reggiana».

I soci stanno facendo il possibile e hanno messo i conti della società in sicurezza, facendo un grande sforzo. Ma perché Reggio non ha un suo Squinzi, cioè un imprenditore dalle grandi disponibilità pronto a dare una mano?

«Guardi, il calcio bisogna amarlo e sentirlo. Chi non ha questa passione è meglio che se non si avvicini perché si sono visti degli avventurieri, che hanno fatto il male delle società di calcio, che entrano ed escono. Chi vuole occuparsi di calcio deve farlo con consapevolezza».

Intorno alla Reggiana si sono create aspettative di non poco conto. Non teme la delusione nel caso i risultati non arrivassero subito?

«Quando si mette in piedi un progetto ci vuole pazienza. Non ci vuole fretta e non bisogna essere ossessionati dal risultati. Dico che questo è un progetto molto bello, sano, poi capisco che il tifoso vorrebbe sempre vincere. Comunque il campionato finisce a giugno e con due o tre correzioni possiamo toglierci delle soddisfazioni».

Cosa si aspetta dal mercato?

«La società è stata chiara. L'intenzione è quella di intervenire, ma guardando a quello che offre il mercato, non tanto per fare qualcosa. Se ci sarà l'opportunità di comprare, a prezzi giusti, sarà fatto".

Che cos'è la Reggiana per Sisto Fontanili?

«Sono cresciuto a 200 metri dal Mirabello, nel mio Dna. Sono entrato in società nel 1973 e anche quando sono uscito nel 1984 ho continuato a seguirla. Ho vissuto con i dirigenti e gli amici le gioie e le amarezze che la squadra ha dato a Reggio».

Nel 1973 lei ha fondato la Fis, che oggi ha 43 dipendenti. Che giudizio dà dell'attuale momento economico?

«Non è una fase entusiasmanete. C'è una piccola ripresa. Il nostro sforzo è quello di mantenere le posizioni, continuare a lavorare sull'alta qualità e guardare al mercato globale. Anche qui ci vuole molta pazienza».

Vuole fare un augurio ai tifosi?

«Assolutamente sì. Auguro il meglio a loro e alla Reggiana. E chiedo a tutti di continuare a sostenere la squadra».

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