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Inter, Thohir: «Sono contento, non soddisfatto»

Inter, Thohir: «Sono contento, non soddisfatto»

Il presidente: «L’obiettivo resta la qualificazione in Champions. Pirlo? Lo rispetto ma non verrà»

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MILANO. «Sono contento, non soddisfatto. L'Inter, finalmente, ha una grande organizzazione sportiva e manageriale. Ma per come sono fatto non posso definirmi soddisfatto perché voglio vincere di più». Distaccato e concreto, il presidente Erick Thohir incita l'Inter a dare di più. Il primato in classifica non basta, Thohir è un uomo ambizioso che non si accontenta. Così per tracciare un bilancio vuole aspettare la fine della stagione. «Con la mia squadra di basket - spiega il presidente - ho vinto in 15 anni 9 titoli nazionali e 2 titoli del Sud-Est asiatico e non sono ancora soddisfatto. Mi piace come abbiamo costruito l'Inter, ma aspettiamo i risultati. Sarò molto contento se ci qualificheremo alla prossima Champions League».

Il terzo posto è l'obiettivo minimo chiesto a Roberto Mancini e una volta tornati in Champions, Thohir vuole «rimanerci con continuità». Per riuscirci il club dovrà trattenere i giocatori più importanti in rosa, tra cui Mauro Icardi corteggiato da squadre di Liga e Premier. Thohir, però, tranquillizza i tifosi: «Ausilio dice sempre che chi fosse interessato a fare un'offerta non deve presentarsi nemmeno, se non ha una montagna di soldi. Avevo predetto che per lui sarebbe stata una stagione difficile, ma Mauro è il miglior centravanti che abbiamo: tornerà come prima, noi crediamo in lui». Se è arrivata la conferma per Icardi, Thohir esclude l'arrivo di Pirlo: «È uno di quei giocatori che adoro e rispetto. Però a centrocampo abbiamo Melo, Guarin e Medel che sono sui 30 anni. Bisogna bilanciare l'età media e penso che il mix che abbiamo formato sia giusto».

L'Inter si concentrerà solo sullo sfoltire la rosa troppo ampia: «Aiuteremo qualcuno ad andare altrove, perché penso che ogni giocatore voglia giocare, non stare in panchina. Siamo obbligati a rispettare il fair play finanziario. Cercheremo di farlo, mantenendo comunque le promesse fatte ai nostri tifosi». Tra cui quella di rinnovare San Siro, rendendolo moderno e internazionale insieme al Milan: «Erano due anni che volevo incontrare Berlusconi. Abbiamo condiviso il progetto sullo stadio».

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