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«Resteremo aggrappati alla gara»

di Riccardo Bellelli
«Resteremo aggrappati alla gara»

Reduce dal successo su Cremona, il coach Moretti vuole espugnare il pala Bigi

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REGGIO EMILIA. Paolo Moretti porta a Reggio la sua OpenJobmetis che somiglia tanto a un cantiere aperto. Il team costruito in estate non ha funzionato a dovere e gli infortuni in cabina di regia hanno fatto il resto. Il coach sta cercando di plasmare un gruppo che ancora non è completo ma viene da una bella vittoria infrasettimanale contro Cremona e questo dà fiducia a lui e alla squadra.

Com’è arrivata questa vittoria contro la Vanoli?

«E’ stata una vittoria importante contro la squadra più in forma del campionato. Siamo partiti bene, poi siamo calati nella seconda parte e abbiamo sprecato tutto con una difesa scellerata a 9” dal termine quando non abbiamo saputo gestire il fallo che ci avrebbe dato la vittoria. A quel punto ci siamo dovuti rimboccare le maniche e riconquistarci tutto nel supplementare».

La sua squadra ha fatto diversi cambi in corsa. Sta ancora lavorando per trovare la quadratura del cerchio?

«Abbiamo capito presto che dovevamo fare dei correttivi che in parte sono stati forzati anche dagli infortuni tutti nello stesso ruolo. Ora ci stiamo sistemando e preparando un nuovo inserimento che però non ci sarà nell’immediato».

Al momento su cosa può puntare per vincere?

«Non possiamo prescindere dal gioco di squadra, abbiamo buone individualità ma non stelle che risolvano da sole le partite».

Come sta andando il reggianissimo Luca Campani?

«Sono molto contento di lui. Sta però convivendo con problemi fisici. Lui stringe i denti e gioca. Vorrei davvero aiutarlo a fare il salto di qualità».

Varese e Reggio è anche lo scontro tra due filosofie diverse? Voi basati sugli stranieri, Reggio basata su italiani.

«Vorremmo puntare di più sugli italiani anche noi, ma 6-7 italiani di valore non si trovano facilmente tutti insieme. Siamo all’inizio di un progetto che andrà in questo senso. Per ora abbiamo Campani, Ferrero, Molinari e Cavaliero che serviranno come base per il futuro».

A inizio stagione avevate problemi di pericolosità dal perimetro. Avete risolto questo aspetto?

«Da tre non andavamo molto bene e per questo abbiamo inserito Kuksis. L’arrivo di Kangur invece è stato diverso, più che il suo tiro dalla distanza eravamo interessati alla sua esperienza che può far migliorare il rendimento dei compagni e portare serenità. Nel settore lunghi avevamo bisogno di uno come lui».

Che partita vorrebbe giocare a Reggio?

«L’ultima trasferta è stata la terribile trasferta di Venezia. A Reggio vorremmo restare aggrappati alla partita il più a lungo possibile. La Grissin Bon è una squadra molto ben bilanciata come dimostra il fatto che tutti segnano e c’è grande generosità nel passarsi la palla tra compagni. In questo modo tutti sono coinvolti e possono rendere a dovere».

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