«Spero che ora la sfortuna lasci in pace il Carpineti»
Promozione: il centrocampista Orlandini, pilastro della squadra appenninica «Io, Barozzi, Cocconi e Ferretti non siamo ancora riusciti a giocare insieme»
CARPINETI. Alla ripresa del campionato di Promozione il Carpineti potrà contare sul rientro di Daniele Orlandini. «Ho avuto un problema ad un polpaccio– spiega il centrocampista – ed abbiamo preferito non rischiare. Ho saltato qualche partita, ma sono già tornato ad allenarmi con il gruppo».
C'è bisogno anche di lei per inseguire obiettivi importanti...
«Nella scorsa stagione abbiamo fatto una grande rincorsa, sfiorando quella che sarebbe stata un' impresa. Questa volta siamo partiti meglio, arrivando a fine anno con un buon bottino. Abbiamo chiuso il 2015 con un piccolo passaggio a vuoto contro un Castelnuovo Rangone che era battibile, ma penso che anche questo episodio possa far parte del nostro percorso. Classifica alla mano bisogna fare i complimenti al Faro capolista, squadra solida, difficile da affrontare sul suo terreno e che non prende mai gol. Speriamo in un loro calo, in quel caso dovremo poi essere bravi noi a saperne approfittare».
Siete stati spesso penalizzati dagli infortuni.
«Io, Barozzi, Cocconi e Ferretti ci siamo fatti male a rotazione, non siamo mai riusciti a giocare nemmeno una partita tutti insieme. Colpa dei ritmi forsennati che abbiamo dovuto tenere, giocando per molto tempo sia la domenica che il mercoledì. Tra campionato, coppa, sospensioni e recuperi eravamo sempre in campo, ma non siamo dei professionisti e giocando di sera si è pure costretti a prendere delle mezze giornate di permesso per assentarsi dal lavoro».
Massimo Pattacini, al suo primo incarico, che allenatore si sta rivelando?
«Vent’anni di esperienza calcistica tra serie D, Eccellenza, Promozione e Prima categoria sono il suo biglietto da visita. Sta dando un importante contributo, da ex difensore è molto attento nel curare in particolare la fase difensiva. Ha grande entusiasmo, lo sta trasmettendo allo spogliatoio».
Alla ripresa del campionato, ci sarà Bagnolese-Salsomaggiore: da una parte una sua ex squadra, dall'altra il portiere Oumar Daffe, suo grande amico che lo coinvolse anche nella splendida iniziativa benefica legata al Senegal. Per chi tiferà?
«Con tutto il bene e la stima che nutro per Daffe, a Bagnolo ho passato due anni e mezzo bellissimi. In rossoblù c'è ancora qualche mio compagno di allora, in particolare Luca Ferrari con il quale ci sentiamo molto spesso. Tiferò Bagnolese, ma spero comunque che Daffe possa fare bene».
Con la vittoria e del torneo della Montagna va agli archivi un 2015 di quelli per lei da ricordare.
«Vincerlo da giocatore locale è stata un'immensa soddisfazione, i ricordi sono ancora vivi dentro di me. Anzi più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto sia stato bello, perchè a mente fredda ti fissi tutto meglio e con più chiarezza. Fino a quando il fisico tiene voglio andare avanti con immutato entusiasmo, e giocare a calcio senza nessuna esitazione. Ne ho avuto conferma anche in questo ultimo periodo nel quale sono stato fermo per infortunio– chiude il mediano del Carpineti Billo Orlandini – dato che al momento di poter riprendere gli allenamenti non vedevo l'ora di recarmi al campo».
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