«Abbiamo detto di no a una cordata straniera»
Il presidente rivela un tentativo, respinto, di acquisire il comando del club «Volevano la maggioranza ma questa resterà solo in mani reggiane»
REGGIO EMILIA. Presidente, si è parlato dell'ingresso di due nuovi soci di minoranza per il mese di gennaio: tutto confermato?
«A dire la verità, c'è stato qualcuno che voleva rilevare la maggioranza della società e non soltanto una quota di minoranza».
Chi e quando?
«Qualche mese fa si era fatta avanti una finanziaria straniera per rilevare il pacchetto di maggioranza del club».
E lei cosa ha risposto?
«Che potevano entrare con una quota di minoranza per iniziare a conoscerci e che poi in futuro si potevano valutare ulteriori sviluppi».
Insomma, la maggioranza non la molla?
«No, per più motivi. Primo perché rimango dell'idea che la Reggiana debba rimanere in mani reggiane, secondo perché su questa offerta arrivata dall'estero la mia famiglia si è messa di traverso. Quindi grazie e arrivederci».
Conferma però che per gennaio sono previsti nuovi ingressi in società?
«"ìLo confermo. Si tratta di un imprenditore del settore ceramico che mi è molto vicino ed anche di un imprenditore della città».
Torna Giovanni Vandelli?
«Con Vandelli ci sentiamo tutti i giorni e spesso sa più cose lui di me, ma credo che abbia già dato. Ancora mi ricordo della sua Reggiana: non arrivarono i risultati ma era una squadra decisamente forte, tant'è vero che l'anno dopo molti di quei giocatori arrivarono in serie A».
Gli imprenditori del territorio però hanno risposto bene a livello di sponsorizzazione?
«Assolutamente, non posso che ringraziarli per questo. Diciamo che manca ancora il colpo grosso».
Con Pietro Vavassori il discorso è chiuso in modo definitivo o ci sono possibilità che in futuro vi possa essere un ripensamento?
«Per il momento è così. Detto questo, tengo a precisare che con Vavassori non c'è mai stato uno screzio e sono stati motivi personali che gli hanno impedito di arrivare a Reggio. Rimane comunque uno dei nostri main sponsor».
Per lei questo dietrofront è stato un colpo basso?
«Io non l'ho vissuto così».
Senza l'arrivo di Vavassori cambiano i progetti della Reggiana o si continua come se nulla fosse successo?
«Diciamo che i nostri progetti prevedevano la sua presenza, però posso dire che anche senza di lui questi progetti rimangono invariati».
Tra i progetti che avevate in mente c'era lo StoRe. Come sta andando i punto vendita di piazza Prampolini?
«Alla grande. E' stato un successo che è andato oltre ogni più rosea previsione. E' stata un'idea voluta e condivisa con la Pallacanestro Reggiana. Per ora lo spazio sarà aperto fino a fine febbraio ma speriamo di poter allungare almeno fino alla fine di giugno».
A proposito di basket: lei è un grande tifoso ed è spesso al Bigi, cosa... ruberebbe alla Pallacanestro Reggiana?
«Ruberei Landi: reggiano e appassionato. In futuro spero anche io di trovare un Landi. Battute a parte, guardo con ammirazione al progetto che stanno portando avanti da diversi anni. E i frutti si vedono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
