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La Grissin Bon è la regina d’inverno

di Linda Pigozzi
La Grissin Bon è la regina d’inverno

I biancorossi schiacciano la Virtus Bologna e brindano al primato al termine del girone d’andata del campionato

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INVIATA A CASALECCHIO DI RENO. Logorata dal gioco fisico, stordita dalla classe infinita di Darjus Lavrinovic, la Virtus s’arrende alla furia biancorossa dopo due quarti e mezzo giocati con grinta. Uscendo in trionfo dalla mai facile arena bolognese, la Grissin Bon viene incoronata regina d’inverno e aggiunge un altro significativo record alla già ricca collezione.

Finisce quindi in gloria, il derby con le V nere, giocato davanti a oltre 700 tifosi reggiani che hanno rinunciato ai cappelletti per tifare Grissin Bon nel lunch match domenicale.

Ma soprattutto il derby finisce con la certezza che se questo team giostra mostrando muscoli e cervello, può davvero trasformarsi in una macchina perfetta.

Nella gelida arena di Casalecchio, dopo circa 25’ di battaglia vera, un quintetto gigante (le due torri Veremeenko e Lavrinovic, Silins ala piccola e Aradori guardia) abbatte i pur volenterosi bolognesi, scivolati poi sotto di 22 punti nel quarto periodo prima di un inutile colpo di coda.

Due quarti e mezzo di sofferenza ed equilibrio, in cui lo spauracchio Pittman ruggisce a ripetizione. E’ dell’americano il centro del 20-17 a un minutino al primo gong. Qui il talento di casa Fontecchio spreca un fallo sull’uscente Pechacek, il cui 2/2 dalla riga bianca porta al nuovo -1 reggiano (20-19 a -32”). L’acuto di Gaddy,cui fa seguito errore di Gentile da tre, chiudono poi il quarto sul 22-19.

Continua a steccare dalla lunga distanza, Reggio, che sotto sa essere incisiva non solo a rimbalzo. Il gancio di Polonara vale il 24-23, cui replica Pittman con uno schiaccione che fa tremare il canestro. D’orgoglio replica Lavrinovic e il risultato di un derby bello come non si vedeva da tempo, è ancora in bilico alla metà del secondo quarto (25-26). Qui il coach di casa Valli abbassa il quintetto, con Fells caricato di tre falli e costretto a sedersi. Un erroraccio da sotto di Della Valle grazia Bologna che evita così di essere sorpassata. Ci riesce invece Aradori, dopo il doppio errore di Polonara dalla lunetta, per il 26-27, primo vantaggio reggiano dopo 17’ di lotta dura.

S'è caricata, Reggio, che vola anche sul + 6 (28-34) una manciata di secondi più tardi con la bomba di “Polonair”. S’inventa però una tripla impossibile, Vitali sui cui Della Valle commette un fallo folle. A 1’35” alla pausa lunga l’esterno bolognese infila anche l’aggiuntivo e le V nere sono ancora lì, sul -3, con il fiato sul collo dei reggiani. Per l’ultimissimo scampolo di quarto, Valli ordina la zona. Che funziona. La Grissin Bon realizza solo dalla lunetta (Silins 2/2), mentre Vitali, ormai galvanizzato, infila il canestro del -2 (34-36). Pesa tanto, il nuovo doppio errore di Polonara ai liberi. Ed è di fuoco l’arena di Casalecchio quando le due squadre imboccano il tunnel.

Nella ripresa, Menetti ci riprova con Veremeenko dimenticato in panchina dopo i primi 4’ del match. Il lungo bielorusso commette subito un fallo su Pittman che impatta dalla lunetta. Dai cinque metri, Polonara riporta in vantaggio i suoi.

L’allungo è sulla tripla realizzata da Della Valle, ma Pittman è indemoniato e beffa, ancora una volta in pochi istanti, Veremeenko per il 40-41 dopo 3’.Di rabbia, “Vova” si vendica, per due volte, da sotto. E’ il +5 reggiano (40-45 al 4’).

Non pago del gran lavoro difensivo su Gaddy, De Nicolao infila pure dalla media il canestro del +7. Le mani dell’incontenibile Vitali (oltre ad alcune discutibili decisioni arbitrali) tengono però le V nere in gara.

Si rimette in corsia di sorpasso, la Grissin Bon, che continua a sfoderare una difesa da Eurocup ed è spinta dalle magie di Lavrinovic in campo - mossa decisiva - con l’altro torrione Veremeenko che serve alla perfezione prima proprio Big Darjus e quindi Aradori.

E’ grande basket, è una grande Grissin Bon. La tripla di Silins del +13 (47-60) è la perla e fa risuonare nell'infinita Unipol Arena, il coro della curva reggiana: «Vi vogliamo così».

Non c’è più, Bologna, quando Gentile sgancia la bomba del 48-65 accompagnata da un accenno di contestazione dei curvaioli bianconeri. E’ poi opera di Della Valle dai 6.75 il +20 (un tondo 50-70) che diventa +22 con il tiro di Silins.

L’ultima fiammata felsinea, quando Reggio ha già tirato i remi in barca, non porta però a niente. Si chiude sul 67-77, stringendo un altro record. L'ennesimo di un ciclo magico.

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