Menetti: «Vestiamo ancora la maglia rosa»
Il tecnico biancorosso esulta dopo la conquista del titolo di campioni d'inverno
CASALECCHIO DI RENO. «Sono contento per il primato al termine del girone d’andata, che è un risultato importantissimo. Se ricordate dopo la vittoria della Supercoppa avevo detto che partivamo in maglia rosa. Sono felice che dopo 15 partite, alla metà del nostro giro, siamo ancora in maglia rosa. Questo vuole infatti dire che abbiamo fatto un buon lavoro».
Con la maglia rosa cucita addosso, il tecnico Max Menetti brinda virtualmente al primato nella gelida arena delle V nere.
Con Kaukenas ancora indisponibile, il risultato è ancora più significativo, non crede?
«Sono contento del primato ma soprattutto della prestazione del team. Nei primi due quarti non abbiamo avuto fretta e abbiamo accettato una partita un po’ più sporca e un po’ meno spettacolare, nella seconda parte abbiamo invece giocato con grande raziocinio. Siamo stati bravi a mettere Lavrinovic nelle condizioni di giocare la sua pallacanestro. Sono contento perché, con lo staff e con la società, stiamo continuando a lavorare su questo gruppo per far capire ai ragazzi che se ognuno di loro fa un passo indietro e si mette a disposizione della squadra, potremo toglierci delle grandi soddisfazioni. In più non va dimenticato che nelle rotazioni deve rientrare Kaukenas e si deve inserire anche Golubovic».
Non era scontato in partenza un risultato positivo all’Unipol Arena...
«E’ stata una partita dura. La Virtus è una squadra che ha talento ed è riuscita in alcuni momenti a metterci in difficoltà. Si trova in una posizione di classifica che non merita per il valore che ha. Sono contento della qualità della nostra prestazione e della mentalità espressa. Adesso abbiamo la coppa e iniziamo il giro di giocare ogni tre giorni.- Soprattutto in Eurocup, ogni punto dovrà essere sangue. Già da Trento mercoledì si dovrà dare il 100%».
La differenza, la Grissin Bon, l’ha fatta con un quintetto lunghissimo. Sarà questa la vostra arma letale anche in futuro, tanto più con l’inserimento di Golubovic?
«Logico che non alterneremo Lavrinovic, Veremeenko e Golubovic in quintetto ma giocheremo tanto con il doppio lungo. In carriera, Veremeenko ha quasi sempre fatto il secondo lungo e questo con Lavrinovic funziona molto bene perché è capace di stare sul perimetro e Darjus è un lungo da dentro e fuori. Golubovic è invece un giocatore solo da dentro e dovremo imparare a trovare una nuova dimensione con lui. Il suo innesto è motivato proprio dal fatto che in questi anni ci siamo accorti che la dimensione interna è troppo importante su entrambi i lati del campo per giocare ad alto livello. Ci vorrà ovviamente del tempo: lui dovrà capire dove è arrivato e noi dovremo capire bene qual è il suo ritmo di gioco. Ma il lavoro che abbiamo fatto a Bologna per mettere in ritmo Lavrinovic è da grande squadra, perché al di là della sua capacità di realizzare, tutti i palloni gli sono arrivati con il timing giusto. I due playmaker sul perimetro hanno fatto un gran lavoro».
I play appunto...De Nicolao continua a partire in quintetto. Sono cambiate le gerarchie?
«Gentile mi è piaciuto molto. Soprattutto mi è piaciuta l’alternanza: abbiamo giocato benissimo con De Nicolao e Veremeenko sulle situazioni di pick and roll dinamiche e quando sono entrati Gentile e Lavrinovic, abbiamo lavorato con la palla dentro e con Stefano che ha chiuso i giri di palla con il tiro da tre punti. I nostri due play sono interscambiabili. Gentile sta riprendendo la condizione dopo la contrattura muscolare che l’ha tenuto completamente fermo per una decina di giorni. Farli giocare insieme sarà poi un’ottima arma quando dovremo avere pericolosità sul perimetro».
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