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Andreoni saluta la Reggiana: "Spero sia un arrivederci"

Juri Panciroli
Andreoni saluta la Reggiana: "Spero sia un arrivederci"

Calcio Lega Pro, la società granata ha rescisso il contratto al terzino squalificato per quattro anni per doping. Il 14 gennaio c'è il ricorso al Tna del Coni

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REGGIO EMILIA. Come avevamo anticipato, per Christian Andreoni è arrivato il momento di salutare Reggio ed i compagni di squadra. I 4 anni di stop imposti dalla Prima sezione del Tribunale nazionale antidoping ( era risultato positivo all'arimistane metabolita nel controllo antidoping al termine dello spareggio playoff di Ascoli del 17 maggio scorso) hanno spinto la società a raggiungere un accordo con il giocatore 23enne per la rescissione anticipata del contratto.

Come si sente ad andarsene così?
«La mia rescissione è ufficiale da lunedì, è stata una decisione che capisco da parte della società perché subito si sperava di risolvere questa situazione in poco tempo invece…».

Invece ci saranno altri gradi di giudizio.
«C'è il ricorso il 14 gennaio ma sicuramente sarà una cosa che andrà per le lunghe e ci sarà ancora più di un anno da aspettare per tornare in campo, con la speranza di riuscire a ridurre questi 4 anni di squalifica».

Sarà più libero per concentrarsi nella sua difesa?
«Voglio dimostrare che non ho preso nessun farmaco con volontarietà e questo dovrebbe portare la pena quantomeno a dimezzarsi».

Quattro anni sono stati una bella mazzata?
«Essendo il mio il primo caso di questo dopante hanno voluto dare l’esempio».

Quanto le dispiace dover lasciare la squadra?
«Tantissimo perché mi son sentito davvero in gruppo in questi mesi difficili: il tempo mi è volato ed è arrivato Natale senza che me ne accorgessi, mi hanno aiutato moltissimo».

Adesso cosa farà ?
«Cercherò una squadra vicino a casa disposta ad aiutarmi per gli allenamenti ed un posto di lavoro per tirare avanti».

La sua avventura nel calcio è finita?
«Non smetterò mai di giocare perché è sempre stato il mio sogno e non può finire tutto per una stupidata».

Perché è stato punito così pesantemente?
«Non c'è stato nulla da fare, sono partiti con l'idea di darmi 4 anni e così è stato».
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La Reggiana le è sempre stata vicina?
«Ho avuto l'appoggio della società perché, ad esempio ad altri hanno subito rescisso il contratto».

Condivide la scelta della rescissione?
«Capisco che per una società non è facile continuare a pagare un atleta che non potrà giocare».

E’ arrabbiato?
«Solo con me stesso per la stupidata fatta perchè sarei rimasto qua anche in futuro».

Chi le è stato più vicino in questi mesi?
«La mia famiglia e la ragazza. Anzi, questo ritorno a casa ci cambierà la vita perchè torneremo dai genitori mentre qua vivevamo insieme e parlavamo di calcio tutto il giorno».

Pensa ad un addio o a un arrivederci?
«Non sarà una decisione mia e vorrei tanto che fosse un arrivederci ma dipenderà dalla squalifica e dalle scelte societarie».

Tutta questa storia legata al doping le ha creato problemi a Reggio?
«Ho letto commenti di tifosi che non mi hanno fatto piacere perché dicevano che se mi meritavo 10 anni era giusto scontare 10 anni. Sono un ragazzo serio che non andava mai in giro a fare lo stupido, che pensava sempre a fare bene in campo e pago per la mia ignoranza. Mi hanno fatto male perché tifosi e compagni dovrebbero difendere fino alla morte un amico, come farei io, pur sapendo che ha fatto qualcosa di sbagliato».

Quali ricordi porterà con se della Reggiana?
«Sia le vittorie che le sconfitte perché fanno tutte parte del gioco ma in particolare l'ultima partita col Bassano coi 10.000 allo stadio a dimostrazione che avevamo creato qualcosa di importante».

Col Bassano la sua ultima gara e… Reggiana che sabato va proprio a Bassano.
«Sembra uno scherzo del destino e ci pensavo proprio mentre dovevo apporre quella firma che avrebbe messo fine al mio rapporto».

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