Disfatta della Grissin Bon in casa di Trento
La Pallacanestro Reggiana battuta 82 a 63 nella prima partita delle Last 32. Esordio di Golubovic
TRENTO. Peccano di presunzione i campioni d'inverno della Lega, nella prima gara delle Last 32 sul campo della Dolomiti Energia Trento. Contro un'avversaria battibilissima, come del resto dimostrato in stagione, la Grissin Bon si mostra di un’arrendevolezza imbarazzante, prendendole di santa ragione sin dal primo quarto.
Il dramma consumato sulle tavole del pala Trento potrebbe oltretutto aver già compromesso la qualificazione ai play off. Per passare il turno, ora Reggio dovrà infatti andare a vincere su uno dei campi impossibili delle due turche e non fallire più nulla al Bigi, sperando oltretutto che, alla conta finale, non arrivino a pesare i 19 punti di scarto presi sui denti nel maledetto esordio trentino.
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Lattesissimo Golubovic siede in panca alla palla a due. In campo Veremeenko, Polonara, Aradori, Della Valle e De Nicolao.
Che Reggio sia venuta in Trentino con l’atteggiamento sbagliato lo si coglie al volo: soffocata dalla difesa dei locali, partiti con un 5 a 0, i biancorossi restano a bocca asciutta sino al 2’. Primo a violare il canestro di casa è Achille Polonara, mentre gli uomini di Buscaglia tengono ben salde nelle proprie mani le redini dell’incontro (9-2 a 3’30”) complice il numero imbarazzante di perse reggiane.
Per smuovere acque stagnanti, Menetti punta sulla mossa che tanto ha prodotto, quella del doppio lungo, affiancando Lavrinovic a "Vova" Veremeenko. Ma Trento, più umile e concentrata, gioca con la precisione di un orologio svizzero e allarga progressivamente la forbice del vantaggio: l'osannato capitano di casa Toto Forray infila il canestro del +12 (14-2 al 6’) a una Grissin Bon incapace di reagire alla furia bianconera. Whright per due volte e quindi Lockett firmano il tragico 20-2, mentre Reggio, incosistente come non mai amplia la collezione ferri dalla lunga distanza (0/6), e pure sotto non sa essere incisiva come dovuto.
Sei punti di Aradori nel finale di quarto non limitano più di tanto il danno, tanto che al primo gong il punteggio è un preoccupante 22-9.
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Unica consolazione sono i minuti spesi dall’esordiente Golubovic a cavallo dei primi due quarti. Dopo essersi fatto sentire non poco a rimbalzo, il centro serbo realizza, dopo 1’30” del secondo periodo, il suo primo canestro dell’avventura reggiana: è quello del -11 (22-11). Esultano i 200 tifosi biancorossi arrivati in Trentino, anche se i lanciatissimi locali replicano immediatamente con la tripla di Baldi Rossi e quindi con lo schiaccione di Whright per il nuovo +16. Il 5 a 0 della Grissin Bon, frutto di di un buon dialogo fra Gentile e Lavrinovic (entrato a rilevare il debuttante Golubovic), costringe coach Buscaglia a fermare il tempo per un minuto, alla metà precisa del quarto.
Battezza l’atipico quintetto doppio play-doppio lungo, il coach Menetti per tentare la risalita nel finale di tempo. E' però già cambiato l’assetto, quando in apertura di ultimo minuto, Silins insacca la tripla del -8 (33-25). Ancora l'ala lettone punisce dai 6.75, dopo il nuovo allungo dei trentini, per il 37-28 con cui s’imbocca il tunnel per la pausa lunga.
Sistematicamente imprecisa quando deve infilare il tiro di una possibile svolta, la Grissin Bon si trova anche nella ripresa a subire gli energici bianconeri che troppo facilmente fermano l'azione offensiva reggiana e altrettanto facilmente riescono ad assaltare il canestro ospite, mentre Silins - unico in serata di grazia da tre - viene lasciato inspiegabilmente a intristirsi in panchina.
Al 6' Pascolo infila il gol del 50-34, prima che Polonara fermi fallosamente Sutton. Il gioco da tre punti dell’ala americana porta a un -19 da incubo (53-34).
La Grissin Bon sembra non avere armi efficaci e continua a giocare con una indisponente mollezza difensiva, tanto che l’auspicata remuntada proprio non si vede e il terzo periodo si chiude sul 62-45.
Sarà poi un lungo, inarrestabile, pianto il quarto periodo di una gara dal risultato già scritto. Alla sirena finale, Trento lascerà uscire un interminabile urlo liberatorio, mentre Reggio sarà bene che se la ponga.
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