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Andrea Raimondi si prepara al debutto nel campionato Civ

Andrea Raimondi si prepara al debutto nel campionato Civ

REGGIO EMILIA. Andrea Raimondi schierato nel 2015 dal Lucky Racing Team, ha conquistato la piazza d’onore nella classifica finale di campionato. Una stagione iniziata con qualche difficoltà: la sua...

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REGGIO EMILIA. Andrea Raimondi schierato nel 2015 dal Lucky Racing Team, ha conquistato la piazza d’onore nella classifica finale di campionato. Una stagione iniziata con qualche difficoltà: la sua Honda ha sempre avuto un buon motore mentre la guidabilità non si addiceva perfettamente al suo stile di guida della moto.

Quando è migliorata la situazione?

«Dalla gara di Vallelunga con i meccanici sono riuscito a colmare quel gap, da lì in poi sono andato decisamente meglio e in gara 2 ho conquistato per la prima volta il podio. Nelle due trasferte del Mugello sono salito sul podio con due secondi posti e due terzi posti.

Il suo punto forte?

«La costanza di risultati: sono andato sempre a punti e ricordo la prima trasferta del Mugello dove in gara 2 al terzo giro sono caduto alla curva della Casanovasavelli ma ero talmente motivato che sono riuscito a ripartire e nonostante fossi ultimo con una gara tutta all’attacco sono giunto terzo al traguardo. Nell’ultima gara del trofeo dove era importante difendere il secondo posto in classifica generale nonostante avessi un buon passo e fossi andato anche in testa all’ultimo giro ho visto i rivali molto aggressivi, ho preferito mollare un po’ per portare a casa il risultato».

Gli obiettivi per il 2016?

«Mio padre (presidente del Lucky Racing Team, ndr) con il meccanico che ho da quando ho iniziato stanno lavorando per prepararmi una moto per disputare il Civ, nel frattempo spero di trovare il budget che è molto più alto di quello del trofeo Honda.

Un aneddoto del 2015?

«Durante la lezione di educazione fisica giocando a basket mi sono fratturato la mano destra e le persone che vedevano il gesso immancabilmente mi dicevano “vedi cosa ti succede a correre in moto?” ma io prontamente rispondevo con il sorriso sulle labbra “non è vero, è più pericoloso andare a scuola!!”»

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