Gazzetta di Reggio

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«Tifosi, restate vicini alla Reggiana»

di Juri Panciroli
«Tifosi, restate vicini alla Reggiana»

Il difensore Sabotic: «I fischi fanno male. Nessuna spaccatura nello spogliatoio, siamo tutti con mister Colombo»

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REGGIO EMILIA. All'indomani della strigliata nello spogliatoio granata è Minel Sabotic, uno dei gioiellini della difesa, a fare il punto sull'accaduto.

Cosa è successo in quell'ora in cui siete rimasti nello spogliatoio con allenatore e dirigenti?

«Abbiamo parlato e ci siamo confrontati insieme al mister per capire cosa non ha funzionato a Bassano. Magari qualche parola grossa può essere scappata perché in questo periodo tutti abbiamo i nervi un po' tesi ma non è successo niente di particolare».

Ci sono spaccature nello spogliatoio?

«Vi garantisco di no».

E tra Colombo e Ferrara?

«Li vedo parlare e discutere tutti i giorni come sempre, perciò dovete chiedere a loro».

Ma la squadra segue l'allenatore?

«Quello che ci dice lo facciamo, se ci fosse qualcuno che non lo segue sarebbe messo da parte. Per ora siamo tutti sulla stessa barca».

Cosa non ha funzionato a Bassano?

«Abbiamo sbagliato molto abbassandoci invece dovevamo cercare di giocare di più».

Angiulli ha affermato che la squadra si è abbassata per volere del tecnico.

«C'è stato un fraintendimento perché il mister si riferiva solo ad un modo per coprire le linee di passaggio. La verità è che il primo tempo l'abbiamo disputato ad armi pari mentre nella ripresa siamo crollati, forse anche per stanchezza, mentre loro sono usciti e ci hanno chiuso dietro… e poi gli riusciva davvero tutto. Ma nel complesso non abbiamo rischiato tanto, concedendo solo il gol ed il palo».

Dietro la squadra ha fatto bene, da centrocampo in su è stata impalpabile.

«Siamo tutti allo stesso livello perché errori se ne sono visti in tutti i reparti e quando si perde perdono tutti».

Adesso da dove si riparte?

«Cerchiamo di preparare al meglio la partita di Padova perché il momento è delicato».

Prenderete spunto da quella dell'andata?

«Possiamo riguardare qualcosa ma dobbiamo soprattutto invertire questo momento negativo e tornare a fare risultato con una buona prestazione».

Quindi domenica la Reggiana sarà ad un bivio?

«Sono tutte importanti le gare, a maggior ragione nei momenti di difficoltà, ma se indovini un filotto di risultati sei ancora lì a giocartela. Guardate dov'era l'Alessandria dopo le prime partite e dove invece sta adesso».

Il mercato sta disturbando l'ambiente?

«Su di me non ci sono voci quindi non mi danno fastidio ma anche gli altri non mi sembrano turbati».

Nel reparto avanzato qualcosa non sta funzionando e andranno fatte delle scelte.

«Non venendoci più le cose come nel primo mese l'attacco ne soffre di più: infatti, è lì che si rincorrono le voci ma credo sia solo questione di serenità. Ricordo che l'anno scorso Ruopolo aveva fatto solo 4 gol nell'andata poi si è scatenato».

Per ora è arrivato, o meglio ritornato, il solo Mignanelli: come lo avete accolto?

«Un arrivo che ci poteva stare, se è stato preso significa che la società punta anche su di lui perciò è il benvenuto».

Con lui la Reggiana continua con la difesa a tre o potrebbe tornare a quattro?

«A me non cambia proprio nulla ma è una cosa che deve decidere il mister».

Con un Frascatore rigenerato come esterno sinistro lei come si trova da centrale?

«Lui in fase difensiva faceva bene anche prima di essere spostato tra i centrali, io mi trovo bene in questa posizione perché posso sfruttare l'appoggio di giocatori importanti di centrocampo come Bruccini, Maltese, Angiulli o Bartolomei senza patemi di dover impostare l'azione».

Cosa pensa dei primi mugugni dei tifosi?

«I fischi sono cose che non fanno piacere e non portano a nulla di buono. Dovrebbero starci vicini sennò affondiamo tutti: squadra, società e tifosi».

Infatti hanno già prenotato i pullman per Padova...

«A noi fa piacere vederli sempre in trasferta, a differenza di altre tifoserie che non seguono le loro squadre, ma chiediamo un po' di pazienza».

Si sente più saggio rispetto all'anno scorso?

«No, per quello sono rimasto come prima».

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