«Il gioco fisico e sempre intenso la chiave per vincere in Europa»
Il coach biancorosso Max Menetti esulta per il successo ma guarda già alle prossime sfide «Siamo stati bravi a ottenere questo importante risultato senza farci condizionare dall’ansia»
REGGIO EMILIA. Se a Trento la squadra aveva deluso il coach, questa volta l’ha seguito e ha risposto ad una brutta prestazione con la reazione che Menetti aveva chiesto: «Avevamo una grande voglia di riscatto, la sconfitta della prima giornata a Trento non ci era andata giù. Siamo stati bravi a ottenere il risultato senza farci condizionare dall’ansia. Mi è piaciuta molto anche la cornice di pubblico, penso che ci fossero tifosi nuovi che abbiamo coinvolto portando a Reggio una mentalità europea».
Cosa le è piaciuto della sua squadra?
«Sapevamo che sarebbe stata una partita sporca e abbiamo giocato in modo sporco anche noi. È un salto di qualità importante. Ci sono però cose che non mi sono piaciute».
A cosa si riferisce?
«Abbiamo avuto alcuni cali difensivi e soprattutto non abbiamo attaccato bene il loro pressing tutto campo».
Com’è stata la preparazione della gara?
«Purtroppo con la pausa di campionato abbiamo dovuto masticare amaro una settimana dopo Trento, ma abbiamo lavorato bene. Ora con la testa dobbiamo sintonizzarci su domenica».
Di cosa ha parlato ai suoi giocatori nell’intervallo?
«Ho chiesto ad Aradori di fare subito 15 punti. Scherzo, ho chiesto di essere fisici e intensi. È il modo di giocare che vorrei vedere per 40’, e la chiave per vincere in Europa. Nella prima parte non facevamo falli, poi appena abbiamo alzato la fisicità gli arbitri hanno iniziato a fischiarci tanti falli. Non me lo aspettavo da una terna di questo livello, ma noi dobbiamo far vedere una certa intensità fin dall’inizio per evitare queste cose».
L’inserimento di Golubovic sembra in netto stato di avanzamento.
«Lui è un giocatore di altissimo livello e questo è il suo modo di giocare. Ha già conquistato l’area e a volte forse è stato troppo altruista. Ha capito come giochiamo, ora noi dobbiamo capire lui».
Voleva tenere più larga la differenza canestri?
«Quando giochi contro i campioni di Turchia è normale che loro rientrino e non mollino. Più che un calo nostro nel finale direi che sono stati bravi loro. Noi abbiamo gestito bene le ultime palle».
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