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Milan in semifinale ma contro il Carpi è vittoria col fiatone

Milan in semifinale ma contro il Carpi è vittoria col fiatone

Coppa Italia. I rossoneri vanno in rete con Bacca e Niang Lasagna ispira il gol di Mancosu però alla fine Miha si salva

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MILANO. Il Milan sblocca e consolida nel primo tempo la sfida col Carpi, soffre nella ripresa le scorribande di un ispirato (e nerazzurro nell’anima...) Kevin Lasagna ma alla fine accede alle semifinali della Coppa Italia. Mihajlovic conferma il 4-4-2 con Bacca e Niang in attacco; Balotelli va in panchina. In porta Abbiati. Kucka rileva Bertolacci al fianco di Montolivo. Conferme per Honda e Zapata. Castori risponde con Lasagna unica punta sostenuto da Lollo. Pasciuti e Gabriel Silva sulle corsie a centrocampo, in mezzo Marrone e Bianco. In difesa gli ex Zaccardo e S. Romagnoli. Mancosu debutta dalla panchina.

Il Milan parte più grintoso e al 7’ Zapata di testa manda fuori di poco. Al 13’ Brkic manda fuori una punizione maligna di Honda e un minuto dopo arriva il decimo gol, stagionale per Carlos Bacca, che si libera di Brkic e deposita in fondo al sacco. È monologo Milan, al punto che al 19’ Kucka avanza palla al piede, entra in area e calcia di destro: grande parata del portiere emiliano. Al 28’ la prima azione del Carpi, con un gol annullato a Lasagna per fallo presunto su Zapata. Sul rovesciamento di fronte tiro di esterno di Bacca respinto, Niang interviene e raddoppia.

Nella ripresa Lasagna, mantovano doc, è il solo a creare insidie per i rossoneri e continua a fare impazzire De Sciglio; al 5’ l’ex Governolese pennella a centro area un pallone delizioso, che Mancosu spinge per il suo primo gol con la nuova squadra, dopo l’esperienza che l’ex bomber del Trapani ha avuto a Bologna. Il buon momento del Carpi continua fino al quarto d’ora, quando con l’ingresso di Boateng il Milan ritorna a giocare con maggiore carattere. Al 37’ Bonaventura sfiora l’incrocio in una delle non molte ripartenze rossonere. Un po’ di mestiere, qualche sgomitata in area e altrettanta grinta «salvano» ancora una volta la panchina di Mihajlovic, ma il Milan è piaciuto per meno di un’ora anche questa volta.

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