«In tutti è scattata la voglia di rivincita»
Frosini: «Prima della gara col Pinar ho detto ai ragazzi che si deve sempre lottare perché ancora non si è raggiunto nulla»
REGGIO EMILIA. «Con la squadra, prima della partita con il Pinar, sono stato molto schietto. Ho detto ai ragazzi che il titolo di campioni d’inverno non conta nulla. Che un buon inizio e un buon percorso non garantiscono alcun titolo. Che c’è ancora tanto da fare, da lavorare. Il gran parlare sulla squadra che è seguito al nostro primo posto al termine dell’andata ci ha distratto e così siamo arrivati alla sconfitta con Trento».
Deve aver colto nel segno, il ds Alessandro Frosini vista la prestazione sfoderata dalla Grissin Bon nel match interno d’Eurocup contro il Pinar Izmir, campione di Turchia.
«In tutti è scattata la voglia di rivincita - rivela Frosini -. A Trento avevamo giocato senza determinazione e ne era uscita una brutta partita, finita poi con un passivo pesante che ci porteremo dietro nel nostro cammino nelle Last32. Con il Pinar ho invece visto giocare una squadra che ha voglia di passare il girone, che ha voglia di arrivare ai play off. Sappiamo che mercoledì a Trabzonspor ci aspetta una gara difficile che vogliamo vincere. Fare un blitz esterno è necessario per andare avanti».
Golubovic stellare. Oltre al successo, il pubblico del Bigi s’è potuto godere anche lo spettacolo di Golubovic, il supercentro serbo che mercoledì sera ha debuttato in via Guasco.
«Con il nostro pacchetto lunghi - spiega il ds - abbiamo indirizzato la squadra alla vittoria. E’ ovvio che Golubovic abbia una dimensione europea importante ed è questo il motivo per cui l’abbiamo scelto».
Faticherà però il colosso russo in campionato dove molti team schierano mezzi lunghi, più mobili? «Un lungo così è possibile che incontri qualche piccola difficoltà negli accoppiamenti con giocatori più rapidi e piccoli. Vale però anche il discorso inverso. Cioè che sono anche gli altri che debbono preoccuparsi se la palla arriva sotto, fra le mani di un giocatore così».
I due playmaker. Oltre a un Aradori a livelli da Euroleague, con Pinar s’è visto il solito, tonicissimo, De Nicolao e pure un Gentile in miglioramento.
«Andrea sta giocando bene, con personalità. Sta interpretando bene il ritmo con cui deve giocare questa squadra e anche in difesa sa infastidire gli avversari. Stefano sta arrivando. Ha risolto i suoi problemi fisici. E’un giocatore che ha punti nelle mani e ha realizzato tiri importanti. Sta trovando minuti da guardia ed è uno spot che può ricoprire, giocando anche a fianco di De Nicolao» chiarisce Frosini.
Il ritorno del capitano. Soluzione da non disprezzare, quella di Gentile guardia, adesso che il capitano Kaukenas è inutilizzabile causa infortunio. «Difficile dire quando Rimas potrà tornare. Di sicuro noi non lo metteremo dentro fino a quando non sarà al 110%. Ci auguriamo di poterlo avere per la Final Eight di Coppa Italia (al via il 19 febbraio, ndr). Vedremo come si metteranno le cose».
Polonara in tilt. Di negativo c’è che ancora non si vede Polonara viaggiare a un livello superiore. «Achille sta facendo un percorso di crescita importante - spiega -. E’ cambiato tanto per lui che ora si trova a giocare molti meno minuti rispetto al passato. In una grande squadra, quale noi siamo, non si possono giocare 35’ a partita, soprattutto con il doppio impegno. Non ci possiamo permettere di spremere i giocatori. Questa stagione, in questra squadra, Achille è chiamato ad avere meno minuti e a dare più qualità. Mentalmente deve compiere questo salto. Al di là di tutto credo che la partita giocata contro il Pinar sia stata un momento di crescita personale per tutti i nostri ragazzi. Giocare una gara di alto livello con botte e contatti senza fare drammi, perché non è facile reggere quel tipo di gioco, è tutta esperienza che mettiamo dentro in vista di ciò che ci aspetta».
Torino in arrivo. Domenica riparte il campionato con il match con Torino.
«Non ci farà sconti, anche se ha avuto molti problemi e lotta per la salvezza: Torino verrà qui per batterci. Tutti lo vogliono fare - chiude Frosini -. Tutti vogliono vincere se sei una grande squadra e sei in testa.
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