L’Arcetana ingrana e si prende il derby
La Scandianese paga lo scotto delle troppe assenze e si fa agganciare in classifica dalla squadra di mister Vinceti
SCANDIANO. Che folletto, questo derby. L’Arcetana lo vince all’inizio, con tre gol in otto minuti. La Scandianese lo perde prima, quando alle assenze lungodatate di Notari, Battini, Fusco e Amadori deve annettere quelle di Giardina e del top player Daniele Tagliani, vero uomo traino della squadra. L’attaccante, che in settimana è rimasto fermo per un attacco influenzale, parte dalla panchina; il tecnico Bonini può giocarselo solo da metà ripresa, peccato per lui che a quel punto il match sia già marchiato a fuoco.
Due vittorie consecutive, dopo un periodaccio; l’Arcetana di mister Vinceti (in foto) ributta l’occhio verso la classifica e sorride: i cugini sono agganciati e il fantasma dei play-out è in ritirata. E poi c’è il derby vinto in campo avverso, che significa pure vendetta compiuta. Cosa vuoi di più dalla vita? Più che un Lucano, forse una maggiore attenzione difensiva. E qui veniamo al cuore del 4-2 maturato ieri al Torelli di Scandiano. Devastata dalle assenze, la griglia difensiva scandianese va in tilt ai primi sbuffi di vento. Sono eccessivi lo spazio ed il tempo che ha Corradini nel raccogliere il sopraelevato traversone di Falbo, colpendo di destro (5’) per un 1-0 che forse Thomas Ferrari poteva evitare. È troppo inerme l’opposizione all’iniziativa di Falbo e allo stacco di Silvestri che ne raccoglie il cross incornandolo alle spalle del numero uno rossoblù. Sono passati solo 11 minuti. Lo stordimento dell’undici di casa è palpabile, un’onda medio lunga sulla quale gli ospiti modulano l’azione del tris: fallo di Bottazzi, dal dischetto Falbo raccoglie il tre a zero col cucchiaio. I minuti trascorsi sono 13.
Ma l’appagamento biancoverde si rivela malsano. Nelle retrovie collassa letteralmente il livello di attenzione, e appena Montorsi entra in area... l’intervento di Moggi implica il secondo penalty di giornata, con relativa trasformazione di Campani (che un minuto prima aveva colto un palo pieno in girata). Fatti i conti della serva al quarto d’ora i gol sono quattro. Che diventano cinque al 18’, al netto di una dormita da urlo della difesa biancoverde che su una punizione dal cerchio del centrocampo lascia sfilare palla per l’apparizione di Anang, pronto a superare De Cicco da due passi. È un confronto con i filtri sporchi, e prima dell’intervallo si contano un paio di vistose opportunità per parte. Filtro nuovamente in avaria per i locali a inizio ripresa, questione di secondi: palla in mezzo di Leonardi dalla sinistra, Francia è l’unico che compete con la parabola e fotocopia il gol del compagno Silvestri. Scandianese di nuovo a gemere, Arcetana di nuovo intenzionata a saccheggiare una difesa non difendibile. Se non altro Thomas Ferrari chiude la porta, mettendo in angolo al 17’ il sinistro di Leonardi.
A dirla tutta, Scandiano ci crede ancora, ad iniziare dal proprio tecnico, che punta sull’ingresso di Tagliani. È una buona scossa. L’undici di Bonini ci prova, proiettandosi avanti, ed è proprio Tagliani a costruirsi con le proprie mani (si scrive mani si legge piedi) due chances di quelle vere. La prima al 34’, dribbling in area e sinistro alto, la seconda al minuto 37, quando De Angelis vola a mettere la toppa giusta sulla pericolosa incursione del neoentrato. Speranze finite. L’unica cosa che ancora il cronometro concede è il tentativo di Falbo al 43’, conclusione entro l’area deviata in angolo da Thomas Ferrari. Arceto esulta, i tre punti suonano chiari e distinti. Scandiano si confessa: l’operazione di rimpiazzo degli indisponibili ha lastricato il derby di molte buone intenzioni ma di troppe lacune.
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