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La Grissin Bon suicida ad Avellino

di Paolo Giordano
La Grissin Bon suicida ad Avellino

Pessima prova dei biancorossi che si arrendono alla Sidigas e mettono a rischio il primato

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AVELLINO. Cade ancora la Grissin Bon: dopo la disfatta europea inciampa al pala Del Mauro (75-67) ed oggi, nell'entusiasmante sfida tra Varese e Milano, l’EA7 avrà l’occasione di allungare in classifica. Lo starting five scelto da Menetti è composto da De Nicolao, Aradori, Silins, Polonara, Golubovic. Andrebbe cambiato con leggero anticipo rispetto a quanto non faccia il coach di Reggio perché la Sidigas corre, segna (seppur con medie non proprie esaltanti) in un avvio di gara che lascia ben sperare Sacripanti.

Avellino va a canestro solo da dietro la linea dei tre punti, è lì sempre pronta a scappare ma pecca d'ingenuità. La fortuna della Grissin Bon è tutta qui: il quintetto di Sacripanti è aggressivo - forse anche fin troppo - e si lascia trasportare dall’entusiasmo. Va in bonus con largo anticipo e ai colpi di un Ragland ispirato (subentrato a Green, autore di due falli nel giro di soli 4’) che ne mette nove nel solo primo quarto, risponde Reggio con un 6/6 dalla lunetta realizzato da Della Valle e Lavrinovic.

La Grissin Bon riesce a chiudere alla prima sirena sotto di tre punti (19-16) ma la musica inizia a cambiare in fretta di ritorno sul parquet. Perché gli errori commessi da Avellino che le avevano consentito di avvicinarsi li commette stavolta il team di Menetti: ci si affida solo ed esclusivamente a Lavrinovic (che si prende tre dei primi quattro tiri, mandandone a segno soltanto uno), Ragland continua a bucare la retina e costringe Menetti al time out.

Dal “minuto” Reggio ne esce rinforzata, consapevole d’essere aggrappata ai lupi ma, non appena Lavrinovic inizia a riscaldare la mano, esce improvvisamente dalla partita. Commette il suo terzo fallo su Ragland (il solito Ragland, che nell’occasione completa il gioco da tre punti realizzando il libero aggiuntivo) e, dopo essere tornato in panchina, si prende un tecnico per qualche protesta di troppo nei confronti della terna arbitrale. Il pala Del Mauro - oltre che ad essere un semplice fattore per la Sidigas - si trasforma letteralmente in una bolgia. Un disperato Menetti è costretto alla seconda sospensione nel giro di pochi minuti perché Avellino fa sul serio: si permette il lusso di far riposare per un bel po’ Nunnally che non appena rientra segna il +10.

La Grissin Bon trova nei centimetri di Golubovic la forza per restare aggrappata: è capolista e non è lassù per caso, il parziale di 6-0 firmato dal lungo e da Aradori lasciano apertissima una partita che trova però definitivamente un nuovo protagonista: Nunnally, che con cinque punti di fila, manda all’intervallo lungo sul +10 la Sidigas (45-35). Il clima gelido che si respira all'esterno del palazzetto raffredda un po' le mani delle due squadre che - non appena rientrano sul parquet - sembrano incapaci di smuovere il tabellone. Sbagliano da dietro l’arco Nunnally e Polonara (senza difesa addosso), l’ala biancorossa poi interrompe il digiuno ma Ragland da il via all'ennesima prova di forza della Sidigas di questo momento: apre le danze, poi Acker e l’ex Cervi, motivatissimo, lo seguono. E con Della Valle che non s’accorge dello scadere del cronometro dei 24 secondi, Menetti si gioca di nuovo la carta Lavrinovic. Tenuto in panca per il problema falli, il lituano inizia a risolvere il “problema punti”. Ne mette a referto altri sei, fa respirare la Grissin Bon che in un batter d'occhio si ritrova lì, ad otto lunghezze di distanza con gli ultimi 10’ da giocare (54-46). Medie impietose per i quintetti, che pagano i primi venti minuti giocati ad alta intensità, con corsa e sudore su ogni palla. Perché per un primato da mantenere saldo c'è la ricerca della continuità della Sidigas: Veikalas (ri)allontana la Grissin Bon con una tripla, Della Valle lo ripaga con la stessa moneta e Buva prova a darle il colpo finale con sei punti messi a segno. A fare la differenza è però la difesa di Avellino: costringe Reggio a scelte forzate, a tiri allo scadere che non sono accompagnati dalla buona sorte. Quanto tutto sembra chiuso, la Grissin Bon trova improvvisamente in Silins l'uomo in più: 5 punti di fila, sommati alla sciagurata gestione della Sidigas, regalano un'altra chance a Reggio: Nunnally con una magia (e buona dose di fortuna) chiude però la pratica.

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