Razzoli fa crac, stagione finita
Coppa del mondo: cade a Kitzbühel e si rompe il crociato del ginocchio, oggi l’operazione
REGGIO EMILIA. Che rabbia, che sfortuna, che male. A Giuliano Razzoli lo slalom di Kitzbühel è costato la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. L’olimpionico reggiano è rimasto vittima di una caduta apparentemente innocua e invece terribile per le conseguenze che ha prodotto. La stagione è finita.
Sono bastati pochi secondi e il dramma si è consumato. Il “Razzo”, grazie alle performance ottenute nelle ultime settimane, stava viaggiando nelle zone alte della Coppa del mondo. Tanto che, riammesso nel gruppo dei primi sette partenti, si è visto assegnare proprio il numero uno. Un vantaggio per la certezza di trovare la pista perfettamente integra e pulita; una penalizzazione perché, essendo il primo a scendere, non aveva alcun riferimento sulle insidie del tracciato, ghiacciato e pieno di trabocchetti. Appena ha avuto il via libera dal giudice ha varcato il cancelletto di partenza e si è tuffato a capofitto verso il basso. Alla quinta “porta” è purtroppo rimbalzato su un dosso che lo ha sbilanciato. Ha cercato subito di recuperare l’equilibrio ma, per far questo, è andato in torsione e ha forzato gli arti inferiori. Si è immediatamente accasciato e ha afferrato con le mani la gamba dolorante: il ginocchio gli aveva fatto crac. Pronto l’intervento dei soccorritori mentre la gara è stata interrotta. Il personale di servizio lo ha aiutato e, con un toboga gonfiabile, lo ha fatto sollevare dall’elicottero che lo ha trasportato sino al più vicino ospedale austriaco.
La radiografia non ha individuato nessuna rottura ossea ma la successiva risonanza magnetica ha evidenziato la rottura del crociato, il legamento anteriore del ginocchio. Un vero peccato perché tutto sembrava deporre a suo favore: la giornata di sole, il fondo innevato reso solido dal gelo, la cornice di pubblico – calcolati circa 30 mila spettatori – del quale faceva parte una folta rappresentanza di esponenti del suo fans club arrivati in Austria con due pullman.
Uno shock per tutti, anche perché l’incidente di Razzoli è stato preceduto, sabato, da tre terribili ruzzoloni di altrettanti discesisti impegnati nella libera sulla mitica pista Streif. Kitzbühel è in effetti il tempio dello sci e Giuliano l’ama molto perché proprio qui, in passato, vi ha conquistato un paio di brillanti risultati salendo sul podio, terzo, sia nel 2010 sia nel 2011. Nel suo curriculum agonistico figurano purtroppo altre tribolazioni simili, soprattutto di natura muscolare, delle quali era rimasto vittima durante gli allenamenti estivi.
In particolare due estati addietro mentre si trovava, con la squadra azzurra, in Argentina a un polso. Mai però si era reso necessario l’intervento del chirurgo. Di fronte a questa eventualità il “Razzo” ha chiesto di essere trasferito, affiancato da papà Antonio e dagli altri familiari, alla clinica La Madonnina di Milano dove la Fisi (Federazione italiana sport invernali) dispone di una equipe medica specializzata. Nelle prossime ore verranno effettuati nuovi accertamenti poi i sanitari decideranno cosa fare.
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