«Ritroveremo il successo interno»
Serie D, Alberto Galuppo (Lentigione): «Ci rifaremo domenica con il Bellaria»
LENTIGIONE. Avere in rosa un centrale esperto che ha giocato in categorie superiori alla serie D fa sempre comodo. Il Lentigione come centrale sinistro ha un certo Alberto Galuppo. Nativo di Parma ha militato nel Parma fino ai vent'anni per poi iniziare a girovagare per l'Italia un po’ in tutte le categorie. Partendo dalla serie A ha vestito le maglie di Cesena e Siena, in serie B del Treviso, in C1 di Pisa, Grosseto, Pavia, Ancona, Carpenedolo, Venezia, Atletico Roma, Foligno, San Marino, Savona fino ad arrivare lo scorso al Gubbio.
Ha vissuto parecchie realtà.
«Sì e sono contento della carriera che ho avuto l’opportunità di fare. Diciamo che in alcune squadre sarei rimasto volentieri più di un anno ma essendo il mio cartellino del Parma rientravo dai prestiti per altre destinazioni».
Dove sarebbe voluto rimanere?
«A Carpenedolo, oppure a Cremona o al San Marino. Tutti posti dove mi sono trovato molto bene. Ma poi ho avuto la possibilità di fare altre esperienze che servono sempre».
Quest’anno Lentigione. Come mai è sceso di categoria?
«Mi ero un po’ stancato di girare qua e là e visto che sono di Parma, Lentigione, è molto vicino. Avevo voglia di tornare a casa, di ricominciare a studiare Economia e Commercio che avevo interrotto e starmene con i miei storici amici. Alla fine sono sceso di categoria perché siamo in D non certo però per il livello tecnico che sembra quello della vecchia C2».
In effetti siete in un girone tosto.
«Rispetto agli altri è più difficile e impegnativo ma anche stimolante e galvanizzante. Sia per noi giocatori “vecchietti” che per i più giovani. Durante gli allenamenti mister Zattarin ci tiene molto concentrati, come deve essere, perché siamo in un campionato dove basta abbassare un momento la guardia che ti castigano».
Come si è trovato con Zattarin?
«Bene è molto preparato. Ha alle spalle una bella carriera professionistica e sa che cosa vuol dire giocare a calcio in più conosce bene la categoria perché vi ha già allenato».
Perché il Lentigione in casa fa fatica a vincere?
«Credo che sia un caso anche perché all'inizio vincevamo anche in casa. Speriamo di rifarci domenica contro il Bellaria Igea Marina e che sia di buon auspicio anche per le altre. Una motivazione logica non c’è».
Cosa la preoccupa dei romagnoli?
«Hanno delle buone individualità, sono una squadra giovane e veloce. Non bisogna sottovalutarli solo perché hanno una classifica deficitaria. Anzi dovremo stare molto attenti. Come lo siamo stati domenica scorsa a Villafranca». (mabi)
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