Allenare il cuore prima dei piedi per avere uomini veri
Sassuolo e Giovane Italia hanno presentato a Reggio «un nuovo modello per crescere giocando a calcio»
REGGIO EMILIA. “Sassuolo calcio e la giovane Italia. Un nuovo modello per crescere giocando”. E’ il titolo scelto dalla società neroverde per lanciare – al Mapei Stadium – un progetto di valorizzazione dei calciatori italiani under 19.
Il concetto è semplice: il calcio non deve diventare un’ossessione ma restare un divertimento e trasmettere valori etici e morali alle nuove generazioni. In pratica è meglio allenare il cuore prima dei piedi perché in questo modo crescono atleti che sapranno autogestirsi, accettare pure le sconfitte, diventare uomini liberi e capaci di integrarsi.
Questo ha accomunato gli interventi coordinati svolti da Paolo Ghisoni, di Sky, ideatore della rubrica Giovane Italia. «Il calcio un tempo si giocava per strada o nel campetto parrocchiale e ora è in difficoltà – ha premesso il tecnico Ezio Glerean autore del libro Il Calcio e l’isola che non c’è – e potenziali campioni lasciano questo sport condizionati dalle pressioni di famiglia e degli allenatori. Facciamoli giocare di più perché possano appassionarsi». «C’è carenza di strutture e di mentalità – ha aggiunto mister Eusebio Di Francesco – occorre imparare da ciò che fanno all’estero. Calcio e studio possono coesistere».
«E’ quel che ci spinge a dar vita a questo progetto – ha precisato Giovanni Carnevali ,amministratore delegato del Sassuolo – e la nostra società diventa un laboratorio sperimentale che ci inorgoglisce. Il settore giovanile va inteso come scuola di vita».
Il primo atto concreto sarà la partecipazione – illustrata da Francesco Palmieri, responsabile del settore giovanile – di 22 ragazzi del Sassuolo al Torneo di Gallipoli, dal 4 al 9 febbraio, dove si giocherà senza tener conto del risultato. Un approccio “morbido” per i nati nel 2004. Il capitano Francesco Magnanelli ha infine raccontato la propria “avventura” nel mondo del calcio e di come si sia forgiato il suo carattere. Esperienze personali sono state narrate anche dai giovanissimi Mimmo Berardi e Lorenzo Pellegrini.
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