«Professionista, non ci speravo più»
Il corridore reggiano Maestri debutta nella Csf: «Ora sogno la maglia azzurra»
LUZZARA. Alla vigilia del suo esordio tra i professionisti il luzzarese Mirco Maestri, unico corridore reggiano del panorama nazionale unitamente alla reggiolese Anna Trevisi ed a Eugert Zhupa– il nazionale albanese che da sempre vive a Scandiano – racconta come è arrivato a raggiungere un traguardo così importante e prestigioso e quali sono le ambizioni personali.
Maestri ci racconti la sua carriera e sensazioni che prova nell' entrare nel mondo dei professionisti?
«Ho iniziato a correre quasi per scherzo perché avevo problemi di peso all'età di nove anni, poi è diventata passione e vita; entrare nel mondo dei professionisti è un sogno che si avvera che ripaga tutti i sacrifici miei, dei miei genitori e di mia moglie».
Quando è arrivata la chiamata e soprattutto: se l'aspettava?
«La chiamata è arrivata ad agosto, è stato tutto talmente veloce che i primi giorni stentavo a crederci, sinceramente cominciavo a perdere le speranze anche perché i procuratori mi dicevano che cominciavo ad essere vecchio nell'ambiente ma non ho mai mollato e ho insistito e alla fine ci sono riuscito».
Quali sono gli obiettivi e quali i timori in vista di questa nuova avventura?
«L'obiettivo principale sarà riuscire a rendermi utile alla squadra poi quello che verrà in più sarà ben accetto, il timore più grande sarà la paura di non arrivare pronto in questo nuovo mondo soprattutto dal punto di vista psicologico».
Quali le differenze in gara, a suo avviso, tra dilettanti e professionisti?
«Le differenze principali saranno il ritmo corsa con i finali di corsa con medie molto più alte, ma sicuramente tra qualche settimana saprò meglio come sarà».
Quale è il suo sogno nel cassetto?
«Il sogno più grande sarebbe quello di indossare la maglia azzurra e rappresentare il mio Paese. Sarebbe questo, l'orgoglio più grande».
Chi vuole ringraziare per il raggiungimento di questo importante traguardo?
«Voglio dire grazie a mio padre che fin da quando ho cominciato a correre non mi ha mai mollato ed ha sempre creduto in me. E mia madre, mia moglie e mio figlio Leonardo che mi appoggiano sempre e incondizionatamente. Non dimentico inoltre Erminio Folloni, i miei presidenti Gianfranco Barbetta (Team Barba, ndc)), Sergio Malpeli (Team Airone), Cesare Biondi (Podenzano) e Diego Beghini (General Store) e non per ultimo Simone Bertoletti. E lui che con la sua esperienza mi ha preso da corridore con poche aspettative, mi ha formato e mi ha dato le capacità per spiccare questo salto inseguito da tanti anni».
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