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Colombo: "Così sta nascendo la Reggiana del futuro"

Jacopo Della Porta
Colombo: "Così sta nascendo la Reggiana del futuro"

Calcio Lega Pro, forum alla Gazzetta di Reggio con il mister granata. "Abbiamo giovani di qualità su cui puntare e che possono essere un fattore trainante"

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REGGIO EMILIA. «Alla Reggiana ci sono giocatori giovani e di qualità su cui puntare e su questi dobbiamo basarci per il futuro perché potrebbero essere il fattore trainante. La bravura di chi costruisce la squadra sta proprio nell’individuare un gruppo di uomini, e ne abbiamo già alcuni, che possano essere d’esempio per tutti, specie per chi arriva». Il tecnico brianzolo Alberto Colombo, ospite della nostra redazione, parla del futuro della Reggiana e dice la sua su quale sia l’alchimia per creare un ambiente unito e potenzialmente vincente. Teorie che sono frutto dell’esperienza personale dell’allenatore 42enne, soprattutto quella di calciatore.

Mister Colombo, la Reggiana sta creando le basi per un progetto che guarda al futuro. Come si percorre questa strada?
«Per me un esempio importante è l’AlbinoLeffe, dove ho giocato dal 2002 al 2004. C’era la competizione con squadre come il Pisa e lo Spezia ma siamo riusciti a salire di categoria noi. Il segreto? Si è trovato un gruppo di uomini e di calciatori che hanno garantito continuità tecnica. E su questi si è creato tutto il resto. Nelle squadre serve un nucleo forte di giocatori storici, che danno un’impronta mentale, una filosofia di vita. Nel mio AlbinoLeffe quel compito lo avevamo quelli che chiamavamo i bergamaschi. E chi sgarrava doveva vedersela con i bergamaschi».

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Il gruppo è dunque la priorità?
«Prima di tutto si parte dalla società, che deve avere basi solide. Poi c’è l’aspetto tecnico. L’AlbinoLeffe riuscì ad andare in serie B grazie ad alcuni giocatori che sono poi rimasti nella società con altri ruoli».

La dirigenza è nuova, come se la sta cavando?
«Il nuovo corso ha avvicinato molto i tifosi alla squadra. I tifosi hanno sentito che alla guida della società c’è uno di loro, un tifoso al comando. Il presidente Compagni e i soci hanno lanciato un messaggio forte alla città: siamo reggiani e vogliamo fare il bene di questa squadra».

Come allenatore è relativamente giovane, come la sta aiutando la sua esperienza da giocatore, soprattutto nella gestione dello spogliatoio?
«Sono due prospettive molto diverse. Quando giochi fai il tuo allenamento e poi vai a casa. Da allenatore devi pensare a tantissime come. I calciatori alle volte recepiscono in modo sbagliato determinate scelte. Faccio un esempio. Magari durante la partita dico a uno di scaldarsi, poi non lo mando in campo e metto invece un altro. Qualcuno se la prende, pensa che sia una presa in giro o ce l'abbia con lui, mentre in realtà è una scelta che nasce da una serie di considerazioni. Insomma, alle volte nascono delle incomprensioni del genere».

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Sua moglie e i suoi figli non vivono a Reggio. Come ha coniugato in questi anni il suo lavoro con le esigenze della famiglia?
«Questa a Reggio è una esperienza nuova perché in passato ho sempre giocato vicino a casa. Ho girato tante piazze (Como, Lecco, Monza, Chiasso, AlbinoLeffe, ndr) ma sempre vicino a casa. Così alla sera tornavo da mia moglie, con la quale sono sposato da 23 anni. Quando sono arrivato a Reggio abbiamo deciso che lei e i nostri due figli non mi avrebbero seguito. Primo perché un allenatore è sempre a termine, e poi per lasciare i nostri figli nelle loro scuole e con i loro amici. Abbiamo scelto insieme di fare questo sacrificio. Quando La Reggiana gioca in casa la mia famiglia viene sempre a vedermi». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.12696582:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2015/12/30/news/stefano-compagni-pronti-sul-mercato-fiducia-incondizionata-a-colombo-1.12696582]]

Questa estate la sua conferma, nonostante gli ottimi risultati, ha tardato un po' ad arrivare. Le è dispiaciuto?
«C'erano le questioni societarie da definire e il direttore Ferrara aspettava di avere delle certezze, così ha procastinato la scelta fino a quando non poteva più attendere. Certo l’attesa mi ha reso un po' meno tranquillo ma non ho mai pensato che la Reggiana cercasse un altro allenatore».

Quest'anno il presidente ha ribadito in più occasioni che lei non è discussione e l’ha già di fatto confermata per il prossimo anno…
«Sono contento ma ovviamente non mi cullo in questa convinzione. Dalla società ho avuto un aiuto importante che mi ha consentito di essere visto dai giocatori con un occhio diverso, perché sanno che ho la fiducia della dirigenza».

Il rapporto con i tifosi?
«Sono molto esigenti ma ti perdonano quasi tutto se ti impegni. Il loro cruccio è che la squadra non è in B da troppo anni e scalpitano per salire».

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Sono anche venuti al campo un paio di volte per chiedere più impegno…
«Quest'anno le aspettative sono molte alte e forse per qualche giocatore hanno rappresentato anche un peso. L’anno scorso si vinceva anche quando si perdeva. Quest'anno invece si perde quando non si vince. Poteva essere più in alto? E’ tutta una questione di aspettative».

La Reggiana sembra in ripresa. Potevate essere più in alto in classifica?
«Credo che la Reggiana in questo momento sia dove merita di essere e dobbiamo fare i conti con concorrenti molto agguerrite, che si sono rinforzate sulla carta anche in questa finestra di mercato».

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Molti hanno ancora negli occhi la squadra dell’anno scorso e dicono che giocate meno bene...
«Gli avversari sono diversi e non ci si può dunque aspettare la stessa squadra arrembante dell’anno scorso. E’ un altro campionato e non si possono fare confronti».

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