«Non è tutto oro quel che luccica nella ripresa abbiamo faticato»
Mister Colombo sottolinea i due volti della squadra: perfetta nel primo tempo, in calo nel secondo E sul mercato agli sgoccioli: «La letterina a Babbo Natale l’ho scritta, mi aspetto un rinforzo di qualità»
REGGIO EMILIA. «Non è tutto ora quello che luccica». Il primo a non montarsi la testa per il poker rifilato alla Pro Piacenza, è il tecnico granata Alberto Colombo.
Predica calma?
«Bisogna rimanere obiettivi anche quando si vince per 4-0 ed essere lucidi nel giudizio: questa è la cosa migliore».
Primo tempo quasi perfetto?
«Abbiamo fatto una grandissima prima mezzora ad alto livello e ad alta intensità e sarebbe inumano pensare di poter giocare con quel ritmo per tutta la partita. Sarebbe già positivo portare a 60 minuti quell'intensità. Detto questo, abbiamo fatto fatica nei primi 35 minuti del secondo tempo».
C'è una spiegazione per questo calo nella ripresa?
«Non è nel mio stile trovare alibi, ma avevamo alcuni giocatori con problemi fisici. Per questo motivo devo ringraziare lo staff medico ma soprattutto il fisioterapista Remigio del Sole che ha lavorato praticamente tutta la notte per mettermi i giocatori a disposizione. Parlo ad esempio di Mignanelli che nel primo tempo è stato devastante e poi alla lunga ha pagato qualcosa».
Quindi i problemi evidenziati nella prima parte del secondo tempo secondo lei da cosa nascono?
«Devo capire se è un problema psicologico o perchèéavevamo speso tanto nel primo tempo. Queste possono essere le due chiavi di lettura».
Cosa l'ha fatta più felice?
«Sono molto felice per Arma perché si è finalmente sbloccato e per Nolè che ha trovato il gol. Ma soprattutto sono contento perché dopo il 2-0 ho visto un piglio diverso e questo mi fa pensare che delle due ipotesi che dicevo prima, prevalga l'aspetto psicologico. Aspettiamo i prossimi esami, intanto ci teniamo questi sei punti in due partite».
Tornando alla prima parte del secondo tempo, è vero che la squadra ha fatto fatica ma è anche vero che non è mai andata davvero in difficoltà: merito della difesa?
«Rispetto alla gara contro il Lumezzane, come reparto ci siamo mossi decisamente meglio. In questa gara in alcuni frangenti sono mancate le coperture dei centrocampisti, ma più delle mezzale che di Parola».
La fiducia a che punto è?
«Sta aumentando e crescendo. Ma non ci dobbiamo fermare e pensare che tutto sia risolto anzi, deve essere uno stimolo per fare sempre meglio e non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo passato».
Siega sembra aver trovato il suo habitat naturale...
«Avere tre attaccanti che segnano e magari doverne lasciare fuori uno, è un problema che ogni allenatore vorrebbe avere. In questo momento l'emergenza numerica è in altri reparti. Speriamo di recuperare a breve Bruccini: queste ci permetterà, in situazioni di emergenza, di spostare Parola sulla linea difensiva».
L'unico che non ha brillato è stato Mogos: condivide questa opinione?
«Ha una esuberanza fisica devastante, d'altro canto ha dei difetti di carattere tecnico e può sbagliare qualche passaggio. Purtroppo per lui si fa il paragone con Mignanelli sull'altra fascia, ma rispetto a Mignanelli ha una dote in più, cioè quella di andare in area di rigore».
Ha parlato di passaggi a vuoto per Mogos, e quelli di Sabotic come li spiega?
«Quando rientri da un infortunio di solito le prime partite non le sbagli mai perché le motivazioni e l'attenzione sono al massimo. E lui è un giocatore che mentalmente non si può permettere di uscire dalla partita perché altrimenti fa le cazzate che tutti abbiamo visto e che ci potevano costare care. E' bravo quando rimane sul pezzo, quando sale sul piedistallo iniziano i problemi».
La partita di Gorgonzola contro la Giana che insidie nasconde?
«E' una partita tutta da giocare e non sarà facile. Non dobbiamo pensare di avere già i tre punti in tasca».
Il mercato è agli sgoccioli: si aspetta numeri o anche qualità?
«Entrambe le cose".
Sarà accontenato?
«Io la letterina a Babbo Natale l'ho scritta».
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