Grissin Bon, disastro senza alibi
Un 18 a 0 nel terzo quarto consegna la vittoria a Trento, ora bisogna vincere in Turchia
REGGIO EMILIA. Un terzo quarto di pura follia in cui la Grissin Bon incassa, inerme, un secco 18 a 0 porta la sconfitta nel derby tricolore di coppa con Trento.
Non vede comunque svanire la qualificazione ai play off d’Eurocup, la deludentissima truppa reggiana, che dovrà però fare l’impresona mercoledì prossimo a Izmir.
Anni luce lontana dalla tigre vista lottare fino all’ultimo sul campo di Cantù solo domenica sera, la Grissin Bon s’arrende alla Dolomiti Energia così come aveva fatto nell’altrettanto orrida gara d’andata: senza lottare. La lotta, per i reggiani, dura di fatto due quarti appena. Si parte e a sorpresa il "lazzaro" Veremeenko, che ha risolto in fretta e furia il problema alla schiena, viene lanciato nello starting five. Con lui anche Polonara, Aradori, Della Valle e De Nicolao. C'è ritmo sul parquet di un Bigi, mai così colmo in una gara di coppa. Innesca subito il turbo, Polonara che firma i primi cinque punti. Trento c’è e lo dimostra Pascolo e con i colpi sparati dal 19enne Flaccadori. Press a tutto campo, unito alla mano calda di Aradori dalla riga bianca consentono alla Grissin Bon di impattare (9 pari alla metà del quarto). Sempre aggrappata alla coppia Pascolo-Flaccadori, Trento riprende la testa della gara, puntando anche sulla zona. E ancora dalla lunetta arriva il pari reggiano. La gara è incerta e il Bigi freme, ma si scioglie in un applauso quando, al 6’ abbondante, Filippo Baldi Rossi usce dal campo per infortunio al ginocchio. La gara riprende ed è un botta e risposta, a ritmi alti, sino al termine del primo quarto che si chiude sulla magia di Pascolo in contropiede che fissa il punteggio sul 18 a 20.
Vola a + 5 Trento in apertura di quarto, con la tripla di Sanders. Reggio insiste sulla zona ma l'attacco non è mai fluido. Al contrario di quello degli ospiti che tirano dal perimetro con percentuali migliori dei reggiani e feriscono a ripetizione la difesa di casa: dopo 5’ i trentini comandano 24-31 e Menetti si gioca la carta del doppio lungone (Lavrinovic-Veremeenko). Reggio trova punti solo dalla riga bianca (Big Darjus) e perde un pallone pesantissimo nell'economia di gioco. Non sbaglia invece nulla la Dolomiti Energia che trova la tripla assassina di Sanders. Ci mette una pezza dall’arco De Nicolao, ma la gara la fanno i bianconeri. E’ in sofferenza, Reggio. Che ha allentato la presa e gioca a intensità ridotta. A 2’ alla pausa lunga, la Grissin Bon piange sul -11 (30-41) incapace di tenere il ritmo dei più agili e concentrati ospiti. Quattro punti di Veremeenko e la fiammata di Aradori (cesto in contropiede e tripla) esaltano nell'ultimo minuto. Replica Lockett dai 6.75 e un brivido collettivo accompagna il tiro sulla sirena di Aradori. Il ciuff che fa scattare in piedi il Bigi arriva però a tempo già scaduto, come emerge dal consulto arbitrale.
Negli spogliatoi si scende quindi sul +7 ospite (39-46).
Ancora Aradori, dopo quasi 2' di nulla offensivo sui due fronti, riduce il gap. Sul ribaltamento di fronte, Forray mette addirittura un gioco da quattro punti (fallo di Lavrinovic) dal peso specifico elevatissimo. La progressione trentina è scattata: Whright firma il +12. Che diventa un doloroso +14 in un attimo con il tiro di Pascolo andato a segno. Serve la scossa e Max Menetti ferma il tempo per un minuto. Dal time out, Reggio non esce con gli occhi di tigre. Anzi...La tripla di Sanders e gli appoggi di Whright valgono il -21 (41-62 al 6' abbondante) con i reggiani ormai in ginocchio e incapaci di costruirsi un tiro decente. Ma soprattutto, come all’andata, incapaci di un anche minimo moto d’orgoglio. Per cambiare il ritmo della partita, la Grissin Bon si rifugia nella solita zona adattata, immediatamente violata da Pascolo per il -23. Un segno di vita arriva da Polonara, a segno dai 6.75. Ma è troppo, troppo poco. Causa il 18 a 0 incassato il folle terzo quarto sul 52-70.
Il miracolo ovviamente non si concretizza nonostante lo sprint che Della Valle e Polonara imprimono. Anche se qualcosa Reggio rosicchia, al 6' il tabellone luminoso del Bigi dice 68-83 che già suona come una sentenza. Finirà, tristemente, sul 72-84 fra mille legittimi interrogativi e la certezza che a Izmir si dovrà presentare una squadra con occhi e spirito ben diversi.
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