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«Reggiana più sciolta col nuovo assetto»

di Luigi Cocconcelli
«Reggiana più sciolta col nuovo assetto»

Lega Pro: Albè, allenatore della Giana, giudica positivamente il modulo adottato da Colombo con Siega dietro Arma

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REGGIO EMILIA. La maledizione del fattore campo. La Giana Erminio – buon per la Reggiana, verrebbe da dire – ha un ruolino di marcia decisamente più produttivo in trasferta che non alllo stadio "Città di Gorgonzola", dove non vince addirittura dal 20 settembre ed ha perso le ultime 3 tre partite.

«Non so – dice Cesare Albè, che con oltre vent'anni sulla panchina della Giana ha stabilito un record di longevità professionale difficilmente eguagliabile per un allenatore italiano – ne abbiamo parlato anche all'interno del club e dello spogliatoio senza arrivare ad una conclusione».

Come mai?

«Non dico che pensavamo di vincerle tutte, ma la convinzione, visti anche gli sforzi compiuti dl presidente per risistemarlo, di fare del nostro stadietto un fortino c'era. Invece non è andata così, forse ci penalizza un eccesso di generosità, la voglia di vincere ci porta a perdere un poco le distanze».

Di solito in queste circostanze si parla di una squadra che portata al contropiede ed in difficoltà quando al contrario è chiamata a fare la partita…

«Non credo. Primo perché noi non cambiamo atteggiamento da casa a fuori . Secondo perché non abbiamo le caratteristiche per puntare sulle ripartenze; nel campionato scorso era effettivamente così, ma in estate, con l' arrivo di Bruno, abbiamo deciso di cambiare impostazione, ".

A proposito, Bruno è recuperabile per domenica?

«No, là davanti abbiamo dei problemi di organico, tanto che ultimamente abbiamo cambiato modulo, passando dal 4-3-3 al 3-5-1-1; con Gasparroni a moversi dietro l'unica punta».

Difficoltà interne a parte, finora il vostro campionato è positivo, come indicavano gli obiettivi di partenza, lontano dai play-out…

«Sì, la strada è ancora lunga, ma è chiaro che per noi il massimo è mantenere la categoria. Già è un 'impresa misurarci con piazze e squadre ricche di storia come Reggiana, Padova, Cremonese, per noi che solo da due anni ci alleniamo di pomeriggio, prima di sera, per me che ho abbinato il lavoro in ditta a quello di tecnico, svolto per passione e che ho ancora con me sette-otto giocatori dai tempi della promozione e debbo dire che non stanno facendo male».

Della Reggiana che opinione ha ?

«Che è una buona squadra, ben messa in campo e che gioca un buon calcio, l'ho detto anche all'andata. Adesso mi pare abbia trovato una sua quadratura con il nuovo assetto, questo 3-5-2. Oppure, se si preferisce, 3-5-1-1, se, come mi dicono, Siega non opera a fianco ma alle spalle di Arma. La Reggiana ha obiettivi e qualità diversi dai nostri, noi cercheremo di fare la nostra partita per portare a casa qualcosa di positivo, ma sarà dura».

E' vero che a gennaio avete cercato il centravanti allora granata Max Pesenti?

«No, ma lo conosco bene, abita qua vicino a me, è un bravo ragazzo. Non so perché a Reggio non abbia trovato spazio, so che voleva giocare, ora è tornato all'ovile. Una storia un poco strana: mi risulta che il campionato scorso abbia avuto problemi con l'Albinoleffe perché non voleva rinnovare il contratto in scadenza, la Pro Patria lo aveva cercato,non capisco perché l'abbiano accostato anche a noi ».

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