Gazzetta di Reggio

Sport

«Giocare al Bigi è sempre un’emozione forte»

di Andrea Montanari
«Giocare al Bigi è sempre un’emozione forte»

L’ex Gianluca Basile: «A Capo d’Orlando vorrei portare il basket di Reggio, collettivo e non individuale»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Per il pubblico di Reggio Emilia Gianluca Basile è sempre un ospite speciale, e lo dimostrano gli applausi copiosi che hanno accompagnato il suo nome al momento della presentazione delle squadre. Il campione di Ruvo di Puglia non ha nascosto l’emozione nel calcare nuovamente il parquet della città in cui la sua formidabile carriera ha avuto inizio.

Che partita ha visto questa sera?

«Ci siamo allenati tutta la settimana per affrontare correttamente questo match, ma in molti momenti non abbiamo avuto la lucidità mentale necessaria. Abbiamo preparato molto bene l’attacco alla difesa zona perché sapevamo di poter andare in difficoltà, ma al contrario è stato il passaggio di Reggio a uomo che ci ha fatto perdere contatto e andare sotto nel punteggio».

Come vede la Grissin Bon in vista dell’incontro decisivo di mercoledì prossimo in Eurocup?

«Quando ti mancano tre pedine molto importanti diventa molto difficile esprimere il proprio potenziale per qualsiasi squadra. Reggio ha già dimostrato in questi anni di saper dare il massimo in situazioni difficili e, anche se il compito sarà molto impegnativo, la Grissin Bon saprà giocarsela a viso aperto».

Reggio ha sopperito alle assenze dando spazio ai giovani. Che impressione le hanno fatto?

«Non tutti dispongono del talento di Amedeo Della Valle, ma nella realtà reggiana tutti trovano modo di esprimere le loro capacità al massimo e credo che questo sia fondamentale. Mettere in condizione un giocatore di dare il meglio è molto importante, soprattutto se si sta parlando di ragazzi che non hanno ancora compiuto vent’ anni».

Quale messaggio sta provando a dare ai giovani del suo roster e a giocatori che, come Boatright, sono alla prima esperienza nel nostro paese?

«Io e l’Orlandina stiamo provando a impostare un progetto come Reggio, cioè basato su un tipo di gioco europeo dove l’idea di collettivo è l’elemento fondante. Le mie dichiarazioni a riguardo sono state molto fraintese, ma ciò che sto provando a trasmettere a chi mi sta intorno è unicamente di approcciare il gioco non come in Nba. L’idea di basket che ho è quella di sport di squadra e cerco di abituare tutti a comprendere quest’idea».

È sempre emozionante calcare il parquet del pala Bigi?

«Tutte le volte provo una fortissima emozione. Ho tantissimi ricordi legati a questa città ed essere qui ha un valore speciale per me».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google