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«Dopo il tris mondiale appendo le ciaspole»

di Luigi Vinceti
«Dopo il tris mondiale appendo le ciaspole»

La campionessa iridata di racchette da neve Isabella Morlini lascia la specialità «Mi dedicherò solo a qualche gara minore e mi concentrerò sulle corse di cross»

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REGGIO EMILIA. Isabella Morlini ha dunque compiuto il miracolo. L’ultra quarantenne rappresentante dell’Atletica Reggio ha vinto infatti per la terza volta il campionato del mondo sulle ciaspole.

Un record difficilmente eguagliabile, maturato in uno sport faticosissimo, e tra l’altro aperto a concorrenti di tutto il mondo. E il titolo è ancor più sorprendente se si considera che la tre volte campionessa iridata non vive in montagna bensì semplicemente nel cuore della nostra città.

Il suo straordinario traguardo è dunque solo il frutto di sacrifici enormi, dedizione, costanza, fatica. Ora, dopo questo risultato, ha deciso di concludere la sua eccezionale carriera, anche se presumibilmente non resterà a riposo per lungo tempo. «D’ora in poi – la sua prima ammissione dopo il traguardo – mi dedicherò soltanto a qualche gara minore, di puro divertimento; per il resto punterò alle corse di cross». Ancora attività sportiva ma con uno spirito più libero e senza l’affanno di inseguire il risultato. Il prossimo anno la sfida iridata sulle ciaspole si svolgerà negli Stati Uniti dove l’ultracampionessa potrebbe sì andare, ma non più in veste di concorrente al titolo.

Ricordiamo che i suoi due precedenti allori mondiali sono maturati nel 2013 in Val di Non, in Trentino, e nel 2014 in Svezia. Era stata invece costretta a disertare l‘appuntamento del 2015 in Canada per un incidente subìto alla vigilia della partenza. Anche questa volta la Morlini – che è docente associato di Economia nella sede modenese di Unimore – si è presentata un po’ malconcia all’appuntamento ma sulla neve di Vezza d’Oglio, nel bresciano, ha stretto i denti ed è partita a testa bassa sbaragliando le avversarie.

«Temevo le statunitensi – confessa – perché non ne conoscevo il reale valore, ma sono state soprattutto le catalane a tenermi in affanno. Non a caso due di loro si sono classificate alle mie spalle. Una in particolare mi è rimasta incollata sino a poche centinaia di metri dal traguardo: alla fine sono riuscita a precederla di soli 10 secondi. Una gioia, lo ammetto, straordinaria».

La Morlini lamentava da alcuni giorni una dolorosa contrattura che aveva quasi messo in forse la sua partecipazione al mondiale. Alla fine, però, si è presentata sulla linea di partenza e nessuno è riuscito a ciaspolare più forte di lei. «I miei due angeli custodi, il dottor Roberto Mezzetti e il fisioterapista Paolo Tirelli – sottolinea la campionessa sorridendo – sono riusciti a mettermi in sesto giusto in tempo e così ho provato a resistere sino al traguardo. Che meraviglia!». Nella prova di sabato erano in gara oltre un centinaio di concorrenti che rappresentavano dodici nazioni di ben tre continenti. Ma nessuno ha potuto fermare la reggiana.

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