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Mihajlovic, tutto per tutto Milan a caccia dell’Europa

Mihajlovic, tutto per tutto Milan a caccia dell’Europa

Il serbo ha ottenuto sette punti in più rispetto alla gestione di Pippo Inzaghi La conferma passa dal finale di campionato. Non si sbroglia la trattativa con Bee

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MILANO. Un anno fa di questi tempi il Milan arrancava in classifica inseguendo un posto in Europa League e Filippo Inzaghi, dopo aver evitato l'esonero già un paio di volte, iniziava a realizzare che a fine stagione sarebbe arrivato il suo capolinea. Dodici mesi più tardi, Sinisa Mihajlovic ha sette punti in più, vede l'Europa League, matematicamente può ancora sperare nella Champions, ma non ha grandi chance di restare in sella anche nella prossima stagione.

Non gli è bastato l'ultimo derby per far ricredere Silvio Berlusconi. «È prematuro» parlare di conferma, ha tagliato corto il presidente, che si avvicina alle celebrazioni del suo trentennale al Milan in una delle stagioni più incerte della sua presidenza. Le sicurezze e le ambizioni nate dalla campagna acquisti sono state presto messe in discussione dal rendimento deludente della squadra, che fino a gennaio non ha mai trovato continuità. Di conseguenza ha vacillato a lungo la panchina dell'allenatore, che non è mai entrato davvero nelle grazie di Berlusconi e adesso, nel momento migliore del Milan (in campionato è reduce da tre pareggi e tre successi, ed è a un passo dalla finale di coppa Italia), rischia di dover fare a meno di alcune pedine fondamentali come Niang, Bonaventura e Kucka. Dopo una giornata di riposo, domani si capirà se i primi due hanno chance di recuperare per la sfida di domenica a mezzogiorno contro il Genoa, quando in attacco potrebbe trovare spazio dall'inizio Balotelli, visto che anche Luiz Adriano è ancora indisponibile. Per Kucka, invece, a Milanello si spera in un difficile rientro fra due settimane contro il Napoli.

Ma la situazione più incerta resta quella societaria, e in particolare per via della trattativa ormai troppo lunga con Bee Taechaubol. Un tira e molla che per certi versi sta diventando estenuante. Secondo alcune ricostruzioni di stampa, inizialmente Berlusconi in primavera si sarebbe convinto a cedere la maggioranza del club, salvo poi fare un passo indietro fissando il prezzo di 480 milioni di euro per il 48% nel comunicato congiunto di giugno. Ora la cordata guidata da Bee è cambiata, secondo le parti la trattativa non si è arenata, e continuano i contatti, ma sembra sempre più difficile una svolta che porti al closing. E nel frattempo Fininvest sta valutando altre manifestazioni di interesse fra cui una cinese, ritenuta però economicamente troppo bassa.

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