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Insulti razzisti, calciatore di prima categoria squalificato per dieci turni

di Nicolò Rinaldi
Insulti razzisti, calciatore di prima categoria squalificato per dieci turni

Reggio Emilia, la replica: «L’avversario mi ha fatto un gestaccio, io l’ho offeso ma dopo il match abbiamo chiarito»

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ALBINEA. «Non ci sto a passare per razzista: ho apostrofato vivacemente l’avversario, ma senza tirare in ballo il colore della sua pelle.Dieci giornate sono assurde. Mi dispiace soprattutto per la società».

È così che Luca Pellicciari, secondo portiere del Bellarosa, commenta la maxi squalifica che si è procurato durante la partita con la Virtus Gorzano: il giudice sportivo gli ha inflitto dieci giornate «per aver rivolto fgrasi offensive nei confronti di un calciatore avversario aventi contenuto discriminatorio per motivi di nazionalità».

«In effetti – ammette il ’94 – mi è scappata qualche parola di troppo, ma dalla mia bocca non sono mai usciti insulti di carattere razziale»

Come si sono svolti i fatti?

«Al 15’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, un mio compagno di squadra è stato steso in area da una gomitata proveniente da Ben Hssain. In seguito, un altro corner ha generato un episodio simile: lo stesso giocatore del Gorzano ha rifilato un pugno allo stesso ragazzo colpito in precedenza, atterrandolo nuovamente. A quel punto dal campo sono stati chiamati i soccorsi, e noi della panchina siamo stati solerti nel verificare le condizioni del nostro atleta».

Si è creato un certo parapiglia?

«Decisamente sì. Per fortuna il nostro compagno di squadra si è rialzato e dunque la concitazione si è man mano stemperata permettendo così di riprendere l’incontro. Tuttavia, mentre io riprendevo posto in panchina, ho apostrofato il giocatore che ha commesso i due interventi: gli ho semplicemente detto di smetterla, perché non ci si comporta così».

Poi?

«Ben Hssain ha reagito al mio appunto con un gesto poco elegante, davvero sgarbato: io allora ho replicato con frasi colorite, del tipo “vai a quel paese!”, ma senza mai tirare in ballo il colore nero della sua pelle o la sua provenienza».

La scaramuccia ha comunque generato due provvedimenti arbitrali…

«Sì, il ragazzo del Gorzano è stato espulso a causa del gestaccio, poi però la panchina modenese ha richiamato l’attenzione dell’arbitro nei confronti delle mie parole. Il direttore di gara mi ha chiesto cosa avessi detto, e io ho risposto con piena sincerità che mi era scappato qualche vocabolo un po’ forte: dunque sono stato espulso anche io».

Suona come una parziale ammissione di colpa…

«Il rosso è giusto, ma non le 10 giornate di stop. Non ci sto a passare per razzista, perché è totalmente falso: del resto pure noi nel Bellarosa abbiamo un ragazzo di colore, Tagoe, e con lui non c’è mai stato alcun problema. Poi, nel dopo partita, mi ero chiarito persino con Ben Hssain: alla luce di tutto ciò, una sanzione così lunga mi pare assurda».

Farete ricorso?

«Non lo so, deciderà la dirigenza. Intanto mi dispiace soprattutto per la società, perché forse dovrà correre ai ripari cercando un altro portiere e dovrà spendere un po’ di soldi per un eventuale ricorso».

Chiudiamo con una battuta rasserenante, di carattere sportivo: questo Bellarosa si salverà? Domenica vi attende il derby casalingo con l’Atletico Montagna…

«Sono assolutamente convinto che ci salveremo, e alla grande».

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