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«Dico Reggiana ma attenti al Mantova»

di Luigi Cocconcelli
«Dico Reggiana ma attenti al Mantova»

Antonio Maschio, doppio ex: «I cinque anni stupendi che ho trascorso a Reggio mi fanno tifare granata»

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REGGIO EMILIA. Il Mantova non vince da undici partite, nelle ultime otto uscite ha segnato soltanto 2 reti e viaggia decisamente a media retrocessione. Tutto facile e scontato, allora, domani per la Reggiana? Sentiamo in proposito Antonio Maschio, ex di entrambe le squadre.

«Un ex sui generis – premette il centrocampista che adesso si diverte nell’Eccellenza campana in attesa di una chiamata come allenatore – perché a Reggio ci sono stato per cinque anni e ne conservo ricordi indelebili. A Mantova invece, per via di un infortunio, sono restato soltanto quattro mesi, anche se con la soddisfazione di una salvezza centrata in extremis e di un ottimo rapporto con città e società».

Torniamo all'oggi, anzi al domani: qual è il suo pronostico?

«Seguo la Reggiana, sta attraversando un buon momento, ha qualità superiore, ma il Mantova dopo la sconfitta nel derby con la Cremonese vorrà rifarsi. Nel calcio di scontato non c'è nulla, è evidente che i granata sono favoriti ma dovranno fare attenzione a non commettere l'errore di sottovalutare o dare già per morti gli avversari».

Maschio, da campano conosce Antonio Letizia?

«Di nome, mi dicono che sia un buon giocatore, di categoria. Mi pare che già all'esordio in granata abbia fatto bene e poi, essendo napoletano come me, sono sicuro che ci metterà il cuore, è una caratteristica nostra, tutta partenopea».

Il ricordo più bello dei suoi anni reggiani?

«Uno solo sarebbe riduttivo, ne ho tanti; a cominciare dalla promozione dalla C2 alla C1, dopo una lunga cavalcata. L'anno prima avevamo perso la finale del playoff contro la Paganese a tempo praticamente scaduto, ma avremmo meritato di salire. A Reggio c'era una squadra molto forte, una bella società, un pubblico eccezionale, davvero sono stati degli anni molto belli. Pensate che io e la mia famiglia volevamo fermarci lì, finire la carriera alla Reggiana e stabilirci in zona».

Invece cosa è successo?

«Avevo un altro anno di contratto, ma non andavo d'accordo con l’allenatore AmedeoMangone. Niente di personale, ho giocato ben 31 partite su 34, ma su tante cose, troppe cose, avevamo punti vista diversi ed allora con il presidente Barilli abbiamo preferito concordare la separazione, peccato che poi a Mantova le cose non siano andate come dovevano».

Del Mantova invece che ricordi ha ?

«E' tutto cambiato, società in primis, io, ripeto, a parte l'infortunio mi sono trovato bene, seguo ancora i virgiliani con simpatia, so che hanno delle difficoltà, stanno vivendo una stagione decisamente inferiore alle aspettative, mi risulta che a gennaio abbiano cambiato molto, auguro di salvarsi, ma domani sera tifo Reggiana. Non potrebbe essere diversamente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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