Non è una Reggiana da playoff
Con il Mantova finisce 1-1: poco gioco e scarsa lucidità, nella ripresa la squadra sparisce
REGGIO EMILIA. La Reggiana non è il Barcellona, ha ricordato a fine partita un mister Alberto Colombo insolitamente teso, e anche le squadre di testa spesso e volentieri incappano in risultati a sorpresa. Ma il pareggio maturato ieri pomeriggio al Città del Tricolore contro il Mantova, terzultimo in classifica, ridimensiona di molto le aspettative granata.
Dopo un primo tempo giocato con tanta volontà, ma poca lucidità, nella ripresa Bruccini e compagni non sono stati capaci di prendere in mano la situazione e a tratti gli ospiti sono apparsi più determinati, anche quando hanno eretto le barricate.
Le attenuanti non mancano. Gli infortuni e i giocatori a disposizione hanno convinto Colombo a tornare al 4-3-3, invocato da tutti dopo il secondo tempo di Gorgonzola contro la Giana Erminio come una panacea. Invece nel nuovo assetto la difesa ha sofferto molto, Sabotic e Frascatore sono stati autori di prestazioni negative, mentre in attacco le occasioni non sono fioccate, nemmeno quando nel finale si è passati a un arrembante 4-2-3-1.
Il derby del Po è iniziato con i timori per l’ordine pubblico a causa dei tafferugli dell’andata. Un ingente dispositivo di sicurezza, che ha creato qualche problema al traffico, ha impedito qualsiasi contatto tra i tifosi di casa e i circa 200 lombardi. Allo stadio sono arrivate 4.200 persone, che sicuramente speravano in qualcosa di più.
Il ruolino di marcia dei granata in questo girone di ritorno è lo stesso dell’andata. In quattro partite sono arrivati due pareggi e due vittorie.
Posto che di gioco se n’è visto davvero poco, si possono al massimo valutare i singoli. Letizia nel primo tempo ha retto la squadra con la sua imprevedibilità e velocità. Anche nella ripresa l’unico tiro degno di questo nome è arrivato dai piedi del fantasista napoletano dopo una bella incursione in area e un tiro dalla destra salvato con i piedi dal portiere lombardo. Siega si conferma decisivo sotto porta e generoso in ogni zona del campo. Mignanelli nella difesa a quattro perde un po’ della sua spinta, ma resta uno dei migliori della squadra di Colombo. In mezzo al campo il migliore per quantità e qualità è Maltese.
Il tridente offensivo è partito bene, anche se ovviamente i meccanismi non sono oliati e dunque Siega, Nolè e Letizia dimostrano di dover prendere le misure al nuovo modulo: si cercano ma l’intesa non c’è e non potrebbe nemmeno esserci dopo una partita.
Il Mantova è andato in vantaggio al primo tiro, al 17’ con un gran gol da fuori di Gonzi, che però è nato da una serie di errori difensivi e da un intervento non perfetto di Perilli. Poco dopo lo svantaggio i granata hanno rischiato il colpo del ko ma poi la squadra è tornata a macinare gioco e ha raggiunto il pareggio con un bell’assist di Bruccini a Siega che, scattato sul filo del fuorigioco, ha freddato Pane. Nolè ha protestato per un presunto rigore, ma alla fine il pareggio ci sta tutto.
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