Lazzaretti si dimette in polemica con il sindaco
Il patron: «Correggio non merita un presidente come me. Il perché chiedetelo a Ilenia Malavasi»
CORREGGIO. Il fulmine a ciel sereno arriva in sala stampa, a fine partita. Il presidente e patron della Correggese, Claudio Lazzaretti, entra e scambia i saluti di circostanza con i giornalisti. «Salve, presidente». «Grazie, ma sono l’ex presidente».
Ha voglia di scherzare? Una battuta come un’altra? Non si può restare nel dubbio: «Presidente, come dobbiamo intendere la sua affermazione?».
La risposta è senza sorrisi: «Ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di presidente della Correggese». Ancora una volta prende corpo il dubbio che stia scherzando, ma le successive spiegazioni fugano ogni perplessità: «Correggio non merita un presidente come me. Se volete sapere il perché... andatelo a chiedere al sindaco Malavasi».
E non aggiunge altro. Chiaro che la cosa è seria. Ed è una cosa che ha spiazzato anche qualcuno all’interno della stessa società. Cosa succede? Cosa accadrà? L’uomo che ha fatto grande la Correggese molla?
E soprattutto, cos’è successo per giustificare un’intenzione come le dimissioni?
Scatta la caccia alla ricostruzione del caso. Parlando con persone vicine alla società, sembra che siano sorti problemi con il bar dello stadio (che infatti dopo la partita era stranamente chiuso). Pare che da controlli effettuati dalle autorità competenti su aspetti amministrativi che riguardano la gestione dell’attività, in occasione del match della domenica precedente contro il Parma, sia emerso qualcosa di non conforme. Un problema per il quale – ma bisogna continuare a usare il condizionale – il patron Lazzaretti si sarebbe aspettato un appoggio dal sindaco Ilenia Malavasi, e che questo appoggio non sia arrivato. Da ricordare che il Borelli, e il bar, sono di proprietà del Comune: la Correggese ne ha la gestione. Ovvio che la storia sia in itinere. Il presidente tornerà sui suoi passi? Se lo augurano in molti. (m.b.)
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