«Nonostante le tante assenze potevamo fare meglio di così»
Il coach Menetti analizza la sconfitta e pensa già alla sfida di Coppa Italia di venerdì contro Avellino «E’ un momento molto difficile, ma spero di recuperare alcuni degli infortunati per le Final Eight»
INVIATA A PESARO. «Potevamo fare meglio». Riassume così la gara persa a mezzogiorno all’Adriatic Arena, il coach della Grissin Bon Max Menetti.
Cosa vi è mancato?
«E’ evidente che stiamo attraversando un momento difficile. Perdere cinque giocatori è stata una bella botta per noi...».
Si aspettava una Consultinvest su questi livelli?
«Sapevamo che avremmo incontrato un’avversaria con grandi motivazioni. Siamo reduci da una settimana in cui abbiamo giocato tre gare difficili. Domenica scorsa con Capo d’Orlando, mercoledì in Eurocup a Izmir in un ambiente incredibile e oggi (ieri, ndr) qui a Pesaro contro una squadra che vuole salvarsi. Purtroppo ci mancano ancora quattro giocatori importanti per noi. Potevamo fare meglio e purtroppo quando non ci sono venute alcune cose che avevamo preparato, ci siamo scollati. Di positivo c’è però il rientro del capitano Kaukenas».
Come giudica la sua prestazione?
«Rimas tornava dopo due mesi di stop, ma è stato comunque in grado di darci una grande lezione. Nel finale ci ha mostrato che non si molla mai».
De Nicolao ha dimostrato anche a Pesaro di essere sempre più leader.
«Andrea sta crescendo. Al di là di come è andata questa gara. E’ un ragazzo che sta studiando per diventare un play di altissimo livello».
Quando è pesato lo 0/6 al tiro di Amedeo Della Valle?
«Ad Amedeo chiedo sempre tanto, ma non dobbiamo dimenticare che ha giocato 32’ con Capo d’Orlando, 35’ a Izmir e 32’ oggi a Pesaro. Credo che abbia bisogno solo di un pizzico di emotività diversa per chiudere in un modo diverso le gare».
Ora vi aspetta la Final Eight di Coppa Italia...
«Spero innanzitutto di recuperare qualcuno degli infortunati. In poche settimane è cambiata completamente la nostra percezione relativa a questa Final Eight. Fino a qualche giorno fa eravamo i favoriti, quelli che si erano qualificati chiudendo il girone d’andata al primo posto. Oggi, dopo tutti gli infortuni che abbiamo avuto, e con Avellino che è in un grandissimo momento, dobbiamo entrare nella mentalità che a Milano saremo outsider e non più i favoriti».
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