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Paolini: «La Pallacanestro Reggiana fa un grande lavoro sui giovani del vivaio»

PESARO. «Quaranta minuti concentrati, in cui s’è intravisto il grande lavoro che stiamo facendo». La sintesi estrema è del coach di casa, Riccardo Paolini, che può legittimamente esultare per il...

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PESARO. «Quaranta minuti concentrati, in cui s’è intravisto il grande lavoro che stiamo facendo». La sintesi estrema è del coach di casa, Riccardo Paolini, che può legittimamente esultare per il successo che, alla conta finale, potrà forse valere un pezzetto di salvezza.

Il tecnico pesarese è prodigo di complimenti verso il sistema reggiano, quello che fra le finalità ha la valorizzazione dei giovani di casa. «Ho visto giocare Silins la prima volta in un’Interzona dell’Under 20 - spiega - e già allora mi sembrò un giocatore potenzialmente molto forte. Il lavoro che la Pallacanestro Reggiana fa sui giovani del vivaio è quello che andrebbe fatto sempre. Poi naturalmente il club reggiano ha molte più risorse di noi che, comunque, seguiamo questa strada». «Se non ci fossero retrocessioni - spiega Paolini - potremmo pensare a puntare molto sui giovani italiani, facendoli giocare molto di più. Noi però dobbiamo pensare prima di tutto a salvarci, perché Pesaro è una piazza storica e importante, appassionatissima di basket e per questi motivi merita la serie A».

Sulla panchina pesarese siede il giovanissimo nipote di Achille Polonara, Michele Serpilli, talento cresciuto proprio nel settore giovanile della Vuelle. «Purtroppo - scherza Paolini con chi glielo fa notare - non mi è venuto in mente di mandarlo in campo nel finale, così avremmo potuto vedere anche per qualche istante lo zio contro il nipote». (l.p.)

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