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Polveriera Inter Ma le colpe non sono solo degli arbitri

Polveriera Inter Ma le colpe non sono solo degli arbitri

Thohir se la prende con Mazzoleni, staff e squadra muti Le troppe espulsioni e gli errori del tecnico sono evidenti

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MILANO. Un gruppo irriconoscibile, nervi scossi, poco gioco e risultati in caduta libera: l'Inter si è ammalata. La reazione della società ha dell'incredibile dopo la sconfitta con la Fiorentina che la fa scivolare al quinto posto. Silenzio stampa, nessun dirigente davanti a microfoni e telecamere, conferenza di Mancini annullata. Non una spiegazione, nè una parola. Un atteggiamento che riporta l'Inter indietro negli anni, ai tempi di Mazzarri e Stramaccioni e Mourinho, comunque vincente al di là delle provocazioni. Nove punti in altrettante partite, 10 gol incassati in un mese e mezzo, 8 segnati in altrettante gare: numeri che devono far riflettere tutti e la cui responsabilità non è degli arbitri. Il presidente Erick Thohir e il club sono furibondi per l'espulsione di Telles che, aggiunta a quella di Kondogbia, porta a quota otto i rossi collezionatì finora: mai tanti dalla stagione '95-'96 chiusa al settimo posto. Dall'inizio del campionato Mancini si è più volte scagliato contro i direttori di gara. Ora la società decide di chiudersi nel silenzio. Thohir condivide la scelta e ne parla con Mancini dopo la partita. L'espulsione di Telles è ingiusta ma in molti casi i cartellini rossi sono stati meritati dai nerazzurri. Mazzoleni ha arbitrato in modo pessimo ma quello che stupisce è l'atteggiamento aggressivo a prescindere dei giocatori dell'Inter, che non mostra lo stile di una grande squadra in questo polemizzare all'infinito. Il gruppo soffre ed è sfilacciato e senza energie. La cattiveria è solo nei falli e non nell'agonismo. I nerazzurri hanno perso al Franchi perchè hanno tirato una sola volta in porta, giocando male. Mancini ha il demerito di aver creato una polveriera al di là delle sue scelte a volte discutibili, a volte obbligate. Il tecnico è alla ricerca dell'undici più affidabile in una rosa che ha ereditato al 50%. Mancini aveva chiesto Dybala, Touré, Diarrà ma poi ha dovuto ridimensionare le sue pretese. Thohir domani tornerà a Milano e sabato sarà a San Siro per la sfida con la Sampdoria.

Mancini dovrà cambiare formazione. Lo psicodramma è in pieno corso, bisognerà inventarsi qualcosa: la Champions è un obiettivo ancora possibile, ma non sicuro.

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