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Razzoli tra sogni e terapie «Ora getto le stampelle»

di Luigi Vinceti
Razzoli tra sogni e terapie «Ora getto le stampelle»

Il campione reggiano dello slalom si sta curando in due centri specializzati e pensa al futuro: «Ero quinto al mondo, spero di non perdere troppe posizioni»

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VILLA MINOZZO. La neve adesso c’è, è arrivata fin sull’uscio di casa, ma Giuliano Razzoli non può andare a verificarne le condizioni. Il doloroso incidente di Kitzbuhel (dopo il bel secondo posto collezionato solo una settimana prima a Wengen) ed il successivo intervento chirurgico ai legamenti del ginocchio sinistro lo hanno costretto all’inattività ma non hanno frenato il suo stato d’animo. Tanto che sorride.

«Fuori una – dice infatti soddisfatto – ho già smesso una stampella e fra un paio di settimane butto via anche l’altra. Non avverto alcun dolore e sto rimettendomi in salute. Anche se so perfettamente che per riprendermi del tutto servirà ancora un bel po’ di tempo».

La sua giornata è fitta di impegni, fra le diverse fasi di fisioterapia e gli esercizi di rinforzo muscolare che il Razzo affronta in due centri specializzati a Fontanellato e Milano. Il ginocchio sinistro operato non deve perdere vigore e ciò lo costringe ad una continua e mirata attività. Per riaverlo in pista servirà ancora molta pazienza. Solo fra diversi mesi, con la nuova stagione invernale, Giuliano riprenderà a gareggiare. «Ho dovuto saltare la trasferta in Giappone che ho seguito soltanto in tivù. Purtroppo per lasquadra azzurra il bilancio è stato poco incoraggiante. Peccato perché con Kristoffersen che non ha brillato poteva essere l’occasione per raccogliere qualche risultato importante. E’ proprio un anno storto».

Sono già due le gare che Razzoli ha dovuto saltare (Schladming e Juzawa) ed ormai non restano che tre appuntamenti, uno in Svezia il 23 febbraio e due in marzo fra Slovenia e Svizzera. Mancare a questi impegni gli costa particolarmente caro. Grazie ai risultati ottenuti nel corso del 2015, Giuliano Razzoli era infatti entrato a far parte del primo gruppo, fra i primi sette concorrenti che vengono estratti per il numero di partenza. Prova ne sia che quando è rimasto vittima dell’incidente era addirittura il numero uno a scendere. Un vantaggio che si evidenzia in particolare quando la neve è molle e viene incisa dai primi che scendono.

«Con i punti accumulati ero classificato numero 5 al mondo – conferma l’olimpionico reggiano – mentre alla fine della stagione in corso scivolerò sicuramente di almeno quattro posizioni. Speriamo di non andare oltre».

«Il secondo raggruppamento comprende i classificati dalla ottava alla quindicesima posizione e inoltre le regole potrebbero essere sostanziosamente modificate. “Ma a questo penseremo poi. Ora mi interessa solo guarire bene per riuscire a farmi trovare pronto quando scatterà la prossima Coppa del Mondo».

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