La “meglio gioventù” della Reggiana
Il responsabile tecnico Fausto Vezzani ci guida alla scoperta del vivaio granata
REGGIO EMILIA. Negli organigrammi della Reggiana il suo nome compare nel lontano 1988 accostato alla Scuola Calcio: un progetto di Nardino Previdi sponsorizzato dall’ACM Asso allora diretta da Gianni Galeotti, Ermete Fiaccadori ed il commercialista Labanti.
Fausto Vezzani, oggi 60enne, conta un’anzianità di servizio che è battuta solo dalla storica segretaria Monica Torreggiani; potrebbe scrivere un romanzo, sulle vicende granata, avendo attraversato varie epoche societarie, dalla C alla A, andata e ritorno.
«Ho fatto tanta gavetta tra i giovani, vent’anni come allenatore – spiega – poi dopo il fallimento del 2005, con l’avvento di Lancetti al fianco di Vando Veroni e Clar Fiorello Fontanesi, sono diventato coordinatore del settore e da quattro anni ricopro il ruolo di responsabile tecnico».
Il sempreverde Vezzani ha conservato la sua passione e l’arte della buona diplomazia, le uniche armi oltre alla serietà e professionalità che gli hanno permesso di resistere così a lungo. «Nelle ultime stagioni abbiamo venduto dodici giocatori a società professionistiche, se non ci fosse stato da fare cassa molti sarebbero oggi in prima squadra. Ma la nostra missione è far crescere i giovani del territorio, non quella di vincere i campionati ad ogni costo come pensa qualcuno».
I GIOIELLINI. L’elenco dei gioielli di famiglia ceduti è importante. Si va dai due 1997 che ha preso la Juventus, King Udoh, girato nelle scorse settimane al Lanciano e Stefano Pellizzari, anche lui in serie B all’Entella. Ha fatto tanto rumore la cessione di Hachim Mastour al Milan (è del 1998), ora acquistato dal Malaga, ma tra le operazioni illustri ci sono anche quelle di Alessandro Mattioli (veniva dal Cavriago) che è titolare nella Primavera dell’Inter; Simone Minelli da alcune stagioni alla Fiorentina e nel giro dell’Under 18; Rizzi, un ‘99 pescato a Campogalliano, ceduto all’Inter e quindi dirottato al Cesena, dove gioca anche Francesco Tamagnini, un altro ‘99 sbocciato nel Progetto Intesa.
E ancora: Sela, albanese del 1998, cresciuto nello Sporting Chiozza, è ben in vista alla Lazio in compagnia del ghanese Johnatan Adusa, 15enne prelevato nella società cittadina del Santos. La lista della meglio gioventù di Fausto Vezzani comprende anche James Unamore, altro ghanese di 16 anni sempre del Progetto Intesa, ora al Chievo; Davide Rota, un ’97 preso dal fallimento del Tritium ora in prestito alla Correggese che ha appena segnato una rete da almanacco nella super sfida con il Parma.
«Rota giocava in Berretti l’anno scorso – osserva Vezzani – così come Riccardo Ceccarelli che avevamo preso dal Chievo e si è meritato il contratto tanto da passare con la prima squadra in pianta stabile. Ed al quale è stato aggiunto dall’inizio dell’anno Christian Silenzi».
IL TREND. Sull’andamento delle squadre del settore giovanile il giudizio di Vezzani è molto franco: «Con la Berretti quest’anno facciamo fatica, non andiamo troppo bene, anche se siamo la squadra in assoluto più giovane del campionato. Qui abbiamo travasato al completo gli atleti degli Allievi Nazionali, compresi i 10 arrivati dalla Pro Patria. Va bene la squadra dei Giovanissimi Regionali di Michelangelo Galasso. Lì non abbiamo ancora venduto nessuno (ride, ndc) stiamo al passo di Bologna, Sassuolo e Cesena».
Fausto Vezzani ha molti ricordi del suo passato di allenatore: «Con me ha spiccato il volo Oba Oba Martins, finito all’Inter, in Premier League e Bundesliga, ma non dimentico tra i tanti Abbruscato, Costa e Gozzi. La stagione più bella del vivaio è stata la 2004/2005: arrivammo alle finali degli Allievi Nazionali con Andrea Catellani che fece 25 reti».
Tra gli osservatori di lungo corso ci sono ancora due figure mitiche come Combes e il Mecco. Anche se il reclutamento in futuro punterà molto sui tesserati dell’Accademia Beppe Alessi, il loro fiuto di scopritori di talenti non dovrebbe venir meno.
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