«Vi spiego perchè la Folgore sta viaggiando senza patemi»
RUBIERA. E’ stato il colpaccio della Folgore Rubiera nel mercato invernale e lui, Andrea Saetti Baraldi, non sta tradendo le attese: il difensore giunto dall'Arcetana è già tra i protagonisti nella...
RUBIERA. E’ stato il colpaccio della Folgore Rubiera nel mercato invernale e lui, Andrea Saetti Baraldi, non sta tradendo le attese: il difensore giunto dall'Arcetana è già tra i protagonisti nella compagine di Semeraro, prova ne sia il gol messo a segno domenica nel buon pareggio sul campo del San Felice.
Quell’1-1 rispecchia quanto visto in campo?
«Credo proprio di sì. Nel primo tempo tempo sono stati i modenesi a destare le migliori impressioni, ma abbiamo legittimato il pari con l'ottima prova fornita nella ripresa. In piena linea con il buon periodo che stiamo attraversando».
La Folgore non perde dal 10 gennaio: di quali doti è figlia la vostra striscia positiva?
«Innanzitutto dal grandissimo valore del gruppo: qui c’è un elevatissimo spirito di squadra e salta fuori anche nelle circostanze più complesse. Inoltre pesano le doti tecniche dell'organico: possiamo contare su parecchi giovani di prospettiva e sul grande apporto di esperienza e qualità garantito dai "senatori". Tutto ciò senza dimenticare la situazione dell'infermeria: finalmente acciacchi e infortuni ci hanno concesso una tregua, dopo mesi pieni di problemi».
Sieta a quota 33 punti: quanti ne servono ancora per la salvezza senza play out?
«Direi dieci. Forse anche di meno, ma al momento credo che arrivare a 43 dia un'assoluta certezza di rimanere in Eccellenza senza spareggi. Abbiamo tutte le carte in regola per farcela, la sfida interna di domenica contro il Formigine sarà un'ottima occasione per avvicinarci all'obiettivo. Contro i modenesi mancherà Franceschini, ancora alle prese con i suoi problemi fisici: per il resto, dovremmo esserci tutti».
Resterà alla Folgore anche l'anno prossimo?
«E' presto: tuttavia, se la società intenderà riconfermarmi, credo che sarà difficilissimo portarmi via da Rubiera. Qui c'è un ambiente splendido e c’è il mitico Omar Dallari, che mi sta davvero insegnando molto». (n.r.)
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