Grissin Bon, con Avellino serve una prova di forza
Alle 18.15 la sfida al Forum: rientrano Gentile e Aradori, “Vova” in dubbio
REGGIO EMILIA. Sulla starting line della Final Eight di Coppa Italia, la Grissin Bon non arriva come s’era sperato quando, il 3 gennaio scorso, conquistava a Bologna il titolo di campione d’inverno. Oggi, al via della lunga giornata al Forum di Assago interamente trasmessa in diretta su RaiSport1, i reggiani di Max Menetti affronteranno la Sidigas Avellino, in una condizione fisica che certo non è eccellente.
Il nodo “Vova”. Difficilmente si vedrà infatti l’acciaccato Vladimir Veremeenko calcare nella gara odierna il parquet dell’arena meneghina. Dentro saranno invece sia Stefano Gentile sia Pietro Aradori.
Evidente che i due esterni al rientro dall’infortunio non saranno al top. I loro inserimenti saranno però importantissimi perché andranno ad ampliare le rotazioni in un reparto, spompato nelle ultime uscite fra coppa e campionato causa la penuria di cambi.
Resterà, invece, ridotto al minimo il reparto lunghi con Vladimir Golubovic unico centrone di ruolo a presidio dell’area. Darjus Lavrinovic è infatti convalescente dopo l’intervento al menisco e, come detto, solo molto difficilmente oggi pomeriggio scenderà in campo “Vova” Veremeenko che solo ieri ha iniziato a effettuare qualche esercizio con la palla dopo le due settimane piene di stop doveute a un doloroso problema alla schiena.
Il lungo bielorusso sarà visitato dopo la seduta di tiro questa mattina e solo prima della partita - se non ci saranno problemi e se il dolore sarà finalmente superato - sarà deciso se schierarlo, naturalmente solo per pochi minuti.
Avellino fa paura. La sfida sarà all’ultimo sangue, c’è da scommetterci. Di là, infatti, Avellino si presenta galvanizzato da sette vittorie consecutive figlie di un assetto divenuto vincente in corsa. Gli ingressi nel roster irpino dei registi Marques Green e Joe Ragland hanno dato ordine al gioco del team di Sacripanti. I due play sono stati capaci di innescare i tiratori già nel roster (il letale Nunnally su tutti). Successo dopo successo, Avellino è così balzato da quell’ottavo posto risicatissimo con cui s’era qualificato alla finale a otto milanese a un solidissimo e meritato quarto posto.
Avellino, quindi, ci crede e Reggio non dovrà essere da meno. Spinta, si calcola, da almeno 350 reggiani, la Grissin Bon non dovrà commettere la moltitudine di errori in cui è incappata nel match di ritorno in Irpinia il 23 gennaio scorso, quando le prese di santa ragione dai lupi irpini senza di fatto mai riuscire ad arginare i tiratori di casa.
Disinnescare le bocche da fuoco avversarie, non cedere nulla a rimbalzo (e qui Polonara dovrà dare un grande contributo) e non cadere nelle trappole difensive altrui come nella recente sfida al pala Del Mauro quando la Sidigas riuscì sistematicamente a mandare in tilt le manovre offensive reggiane.
Quella gara, quella dolorosa sconfitta e i modi in cui è maturata (difesa reggiana inconsistente, concentrazione nulla, erroracci offensivi) deve essere ben presente oggi nella mente dei biancorossi, chiamati a vendicare il ko subìto e a eliminare i lanciatissimi avellinesi dal torneo. Perché Reggio è chiamata ad arrivare almeno fino in fondo alla maratona cestistica del Forum.
Il lotto delle favorite. Se i problemi di organico hanno in qualche modo fatto perdere quotazioni alla Grissin Bon, non è così per l’EA7 Milano che di fatto gioca in casa, anche se l’atmosfera dell’arena di Assago non sarà quella delle gare di campionato dello squadrone griffato Armani. In negativo potrebbe pesare la grande pressione che Cinciarini e soci hanno. Tutto l’ambiente chiede loro di alzare la coppa, dopo aver fallito nella finale di Supercoppa 2015. Il successo reggiano alla manifestazione torinese del settembre scorso quasi “costringe” i meneghini di Repesa a prendersi il trofeo che manca nella ricca bacheca dell’Olimpia dal 1996.
Ci proverà Sassari, detentrice del trofeo e vincitrice pure dell’edizione 2014, a fare il tris. Ma i sardi, ancora piuttosto ondivaghi nonostante la rivoluzione partita con il cambio in panchina, quest’anno non partono certo con i favori del pronostico.Oltre tutto ai quarti affrontano la tosta Cremona, auto-candidatasi al ruolo di outsider nonostante l’incertezza legata alla condizione fisica del regista Luca Vitali.
Difficile pensare invece a un exploit della Reyer Venezia, team partito con grandi ambizioni in estate e che invece non ha mai trovato la giusta chimica. Oltre tutto i veneti del nuovo head coach Walter De Raffaele, andato a sostituire solo domenica Carlo Recalcati, vengono messi immediatamente di fronte alla corazzata meneghina ben decisa a far un solo boccone degli avversari. Più equilibrata si prospetta invece la sfida fra Pistoia e Trento che alle 12 inaugurerà la tre giorni di grande basket.
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