Juniores, il Real San Prospero dà... un calcio al razzismo
REGGIO EMILIA. Il Real San Prospero si candida come modello da imitare a livello di settore giovanile. «Ho una rosa multietnica perché qui si fa calcio per stare insieme e per lanciare anche un...
REGGIO EMILIA. Il Real San Prospero si candida come modello da imitare a livello di settore giovanile. «Ho una rosa multietnica perché qui si fa calcio per stare insieme e per lanciare anche un messaggio contro il razzismo», conferma l’allenatore della Juniores Provinciale Mattia Manfredini, ex bomber, tra le altre, di Cadelbosco, Montecchio, Lentigione, Castelnovese e Sampolese. «Anche se la prima squadra milita in Terza categoria – aggiunge Manfredini – a livello organizzativo non siamo da meno a nessun’altra società in cui ho giocato».
La sua Juniores Proviciale come va?
«Veniamo da cinque vittorie di fila e siamo vicinissimi alla zona play off. Eravamo partiti in ritardo con l’allestimento della squadra, ma strada facendo siamo cresciuti parecchio».
Come si trova nel ruolo di mister?
«Mio papà mi fa sempre notare che non mi ha mai visto così serio e impegnato. Vorrei arrivare ad allenare a certi livelli, altrimenti non avrei smesso di giocare a soli trentadue anni».
Nella Juniores non si è solamente degli allenatori, vero?
«Giochiamo con dei ’98 e ’99, in pratica con una rosa di Allievi. Le sensazioni che provo nell’allenarli sono toccanti a livello umano, in quanto loro stanno diventando degli uomini e convidono con me anche qualche problema legato magari alla scuola oppure alla sfera personale».
Da ex bomber, ama il calcio offensivo?
«Adotto il 4-3-3, con tanto gioco palla a terra. Il risultato è secondario, il primo obiettivo è insegnare ai ragazzi la tecnica». (l.c.)
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