Gazzetta di Reggio

Sport

“Testacoda” fatale Grissin Bon già a casa

di Linda Pigozzi

La carica della Sidigas Avellino spegne i sogni di Reggio

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Finisce con lo spicchio avellinese del Mediolanum Forum tutto in piedi a urlare, e il resto del mega impianto meneghino, quello con il cuore biancorosso, in mesto silenzio, la sfida dei quarti di coppa Italia fra Avellino e Grissin Bon.

Reggiani quindi dolorosamente fuori al primo turno di coppa e Sidigas degli ex Cervi e Pini - ma soprattutto dei fuoriclasse Green e Ragland - a coltivare il sogno di mettere le mani sul trofeo. Finisce quindi immediatamente l'avventura alla Final Eight dei biancorossi che si sono ritrovati al completo (il convalescente Lavrinovic ovviamente escluso) solo la mattina. I test cui è stato sottoposto Veremeenko hanno infatti avuto l'esito sperato e il centrone bielorusso, rimasto ai box per più di due settimane a causa di un guaio alla schiena, è potuto cosi tornare in campo. Con lui di nuovo in pista anche Aradori e Gentile.

Ma un roster di nuovo affollato non significa che un team in grado di produrre un gioco efficace. Troppo appannati, troppo incostanti, i reggiani per poter pensare di imporre l’alt ad Avellino, squadra che s’è cucita addosso l’etichetta di squadra di più in forma del momento.

De Nicolao, Della Valle, Kaukenas, Polonara e Golubovi sono i cinque sui cui Max Menetti decide di puntare al via. Il centrone serbo infila il primo canestro del match. E qui, quando la gara ancora deve decollare, arriva l'ovazione del Forum, mai come ieri sera reggiano. Il coro "Totalmente dipendente" risuona nell’arena e il calore dei tifosi reggiani resterà il più bel ricordo di una gara di grande sofferenza per la Grissin Bon.

Intenso come ci si aspettava, il match vede scappare i lupi irpini, guidati con maestria da Marques Green, già prima della metà del quarto quando i reggiani finisco pure doppiati (5-10). Reggio recupera, sorpassa e ancora si fa recuperare, in un’altalena di emozioni e, ovvio, anche di grandi errori.

Il temuto spauracchio Nunnally non incide più di tanto, ma anche i tiratori reggiani viaggiano a ondate. Si esulta alla grande sulla tripla ignorante di Della Valle che apre con un urlo di gioia il secondo quarto. Sul quel 25-17 reggiano si sveglia Nunnally, poi imitato da Buva. Ma è Ragland a impattare (30 pari) alla metà esatta del quarto e a far capire quanto Avellino crede nella semifinale. Stratosferico, il play americano fa a pezzi la difesa reggiana volando avanti di 7 punti. Menetti ci prova con la solita 3-2 adattata. Dalla riga bianca Reggio riduce il gap sino al -5 (39-44) con cui s'imbocca il tunnel.

Deve dare la scossa, Reggio, nella ripresa ma gli errori al tiro si moltiplicano e la concentrazione è ballerina. Nonostante i reggiani riescano a toccare il -3 (41-44) con la tripla di Della Valle nei primissimi minuti della ripresa. L'inerzia della gara resta strettamente nelle mani avellinesi capaci di trovare canestri pesantissimi e di arrivare poi al + 10 (46-56) con una giocata da sotto dell'ex Cervi. Chiusa a zona, la Grissin Bon cerca di riaprire una gara che gli avellinesi non sembrano intenzionati a mollare. Sono ossigeno puro le triple di Kaukenas e quindi, dopo un improduttivo botta e risposta su entrambi i fronti, di Silins. La sua bomba è quella del -3 per i biancorossi con cui si entra negli ultimi 120" del terzo quarto. Ancora una volta Veikalas ferisce la difesa reggiana. Imita il lituano pure Buva ed è ancora, tristemente, + 7 per Avellino. In caduta libera, la Grissin Bon scende anche al polare -12 con la tripla realizzata da Leunen. Poco lucidi i biancorossi in campo e non lucidissima pure la panchina reggiana che non gestisce i cambi in modo efficace (Polonara su tutti). L’ultimo brivido è scossone lo dà la tripla di Della Valle al 4’ (69-78), cui segue il 3/3 e il tiro messo da Aradori per ill -4 (74-78). Da lì in poi, nonostante la fiammata finale reggiana, la gara la farà poi Avellino del campione Ragland.

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