Frosini: «Dobbiamo lavorare duro per tornare competitivi»
Il ds biancorosso fa il punto: «Adesso la priorità è ritrovare una difesa efficace Kaukenas è il nostro faro, paghiamo l’aver dovuto rinunciare a lui per 60 giorni»
REGGIO EMILIA. Il direttore sportivo della Grissin Bon Alessandro Frosini analizza il momento di difficoltà della formazione biancorossa.
Che cosa emerge dalla sconfitta con Avellino?
«Nella partita di venerdì sono venute a galla più problematiche che in questo periodo ci stiamo portando dietro. Abbiamo pagato gli infortuni e il non esserci allenati insieme con intensità e costanza nell’ultimo periodo. Questo ha portato a commettere errori che, nel corso dell’incontro, hanno permesso ad Avellino di prendere sempre più ritmo e fiducia a nostro discapito. Bisogna riconoscere la forma fisica non ottimale e la difficoltà nel preparare un appuntamento importante come le Final Eight in queste condizioni, ma provo molta rabbia per aver perso così un quarto di finale. Abbiamo subito 94 punti e questo è molto negativo. È un campanello d’allarme importante, perché segnala la mancata volontà di sacrificarsi a livello difensivo e di spendersi al massimo per contenere l’uno contro uno».
Cosa bisogna fare ora da un punto di vista tecnico?
«La priorità è quella di porre fine al trend negativo che ci vede soccombere a livello difensivo. Abbiamo realizzato 87 punti, è vero, ma ne abbiamo concessi ben 94 di cui 27 nel secondo periodo. Questa è la chiave».
Cosa è mancato e cosa sta mancando maggiormente a questo gruppo?
«Sicuramente stanno venendo meno il lavoro con il gruppo al completo e la presenza di Kaukenas, che è il faro di questa formazione. Rimas è un leader e detta i ritmi dell’intensità da mantenere anche in allenamento. Rinunciare per sessanta giorni alla sua presenza è stato molto difficile. Ora sorge il dubbio di non aver trovato soluzioni abbastanza rapide per risolvere questa emergenza e un trascinatore alternativo al nostro capitano che indicasse la via da seguire con la giusta mentalità. Bisogna riscoprire la voglia di migliorarsi e farsi forza per rialzare la testa immediatamente».
Potrebbe essere Vladimir Golubovic uno degli uomini da cui ripartire?
«Golubovic sta compiendo un percorso difficile, che è quello di subentrare in corsa in un roster già formato e con equilibri propri. Lo sta facendo con grande serietà e dedizione. Ha capacità di gioco che non si discutono e una gamma di movimenti molto importante, ma dobbiamo trovare il modo di far emergere le sue qualità con la massima efficacia. La nostra squadra non è abituata a giocare con un centro che ha le sue caratteristiche e bisogna trovare la chimica per farlo rendere. Il discorso è valido anche per quanto riguarda la metà campo difensiva, dove bisogna saper collaborare con lui e imparare a trarre vantaggio dalla sua presenza. Vladimir sarà fondamentale come ognuno dei ragazzi lo sarà in questo periodo. L’importante è avere fiducia nei nostri mezzi e approcciare le cose con convinzione, che è il primo passo per riuscire bene in ciò che ci prefissiamo di fare. Lavoreremo per tornare competitivi e chiudere questo periodo».
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