«Evidentemente non riesco ad inviare i messaggi giusti»
Sono dichiarazioni per pesanti quelle rilasciate dal tecnico granata Alberto Colombo nell'immediato post-partita di Meda, arrivate a cavallo del confronto con gli ultras prima solitario e poi di...
Sono dichiarazioni per pesanti quelle rilasciate dal tecnico granata Alberto Colombo nell'immediato post-partita di Meda, arrivate a cavallo del confronto con gli ultras prima solitario e poi di gruppo con i giocatori.
Dichiarazioni che potrebbero avere ripercussioni nei prossimi giorni quando la società, probabilmente, dovrà prendere decisioni importanti per provare a salvare una stagione che rischia di essere finita con quasi tre mesi di anticipo sulla tabella di marcia degli ottimisti.
Quando gli viene chiesto di una Reggiana poco cattiva e poco determinata, specie nel secondo tempo, la risposta del tecnico non lascia spazio a molti commenti: «Qui c’è un responsabile che evidentemente non dà i messaggi giusti affinché la squadra si presenti in campo con il giusto mordente».
È chiaro come queste non siano parole buttate lì a caso. C'è da aspettarsi dell'altro nelle prossime ore?
Staremo a vedere. Il resto dell'intervista è più o meno sulla stessa lunghezza d'onda.
«Ho visto nel secondo tempo una squadra timorosa in alcuni frangenti, impotente in altri. È stata una partita a tamburello, peggio così quest'anno non ne avevo ancora viste. Da un certo punto di vista l'abbiamo anche interpretata bene perché le condizioni del campo non permettevano un certo tipo di giocate. Ma è mancata la determinazione che serviva in una partita del genere. Evidentemente non siamo preparati al combattimento. Una squadra importante deve capire quando arriva il momento di togliersi il vestito della festa e indossare la tuta da lavoro, sporcarsi le mani di grasso e portare a casa comunque la pagnotta…».
Poi ancora: «Chiedere scusa non è sufficiente, attaccarsi agli alibi è patetico. L'unica cosa è rimanere zitti e lavorare, altre non ce ne sono».
La paura a Reggio Emilia è che il campionato sia già finito il 20 di febbraio, che gli obiettivi di inizio stagione siano già irrimediabilmente sfumati: «Se non cambiamo mentalità certo che è finito - ribatte Colombo - è anche vero che mancano ancora tante partite, ci sono in calendario ancora molti scontri diretti, il tempo per recuperare ci sarebbe anche. Ma a patto di metterci cattiveria, agonismo, fame, tutte caratteristiche che in certi momenti questa squadra sembra proprio avere perso. Ecco, se riusciamo ad uscire da questa situazione il campionato non è terminato. Ma, lo ripeto, serve un'altra testa, serve l'istinto del killer».
Poi, sulla contestazione dei tifosi mister Colombo tiene a precisare alcune cose: «Mi sono subito presentato da solo, ho evitato che venissero anche i giocatori. Qui il responsabile sono io ed è giusto che sia io a metterci la faccia».
«Ho parlato con i ragazzi della curva, e per cercare di placare un po' gli animi ho chiesto a una delegazione di calciatori di venire per un confronto. Si sono presentati i più esperti, quelli che hanno un certo peso all'interno dello spogliatoio…».
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